Granada-Napoli spiegata con il subbuteo: azzurri in “sciopero dell’attenzione”, vince la squadra più viva! | VIDEO

Il campo è sempre una sentenza: Granada e Napoli si sono presentate all’appuntamento europeo incerottate, ma gli spagnoli, autorevolmente, si sono imposti per 2 a 0, credendoci meglio e di più rispetto agli uomini di Gattuso.

Il Granada ha mostrato un’anima di gioco riconoscibile, aldilà delle mancanze, ottimizzando le risorse, seppur limitate, a propria disposizione: un 4-3-3 di partenza che si trasformava in fase di non possesso in un 4-1-4-1 bloccato, basso, pronto a sfruttare “le gambe” in transizione di Machis e soprattutto Kenedy. I tre centrocampisti ben consolidati nelle funzioni: Gonalons da vertice basso a manovrare, Montoro a dettare i ritmi, Herrera abile nell’inserimento.

Granada-Napoli, la tattica spiegata con il subbuteo da mister Bruno Conte

Stanislav Lobotka (Photo by SSC NAPOLI via Getty Images)

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La squadra di Martinez alternava folate di pressing offensivo sulla costruzione del Napoli, soprattutto in certe situazioni standard: uscita sulla palla laterale, controllo sbagliato o retropassaggio. Poche idee, ma chiare: sul 2-0, con esperienza, hanno speculato sul risultato, spezzando ritmo alla gara. Una partita onesta, senza sbavature.

E il Napoli? Il Napoli di Gattuso è a metà del guado tra quello che vorrebbe essere, una squadra proattiva, alla ricerca della superiorità posizionale attraverso un gioco di possesso, difendendosi “in avanti” quando perde palla, e quello che realmente è, ovvero una squadra disfunzionale. Tra le due, ci sarebbe una versione più prudente e ortodossa, probabilmente anche più vincente. Gli infortuni nel calcio ai tempi del Covid-19 sono la variabile per eccellenza: personalmente, però, è difficile immaginare che i primi 11 scesi in campo in terra spagnola, e considerando anche il subentrato Zielinski, siano inferiori a questo Granada.

4-3-3 iniziale, approccio leggero, dopo 20 minuti sotto 2 a 0. Sul primo c’è un fallo laterale battuto veloce, sciopero dell’attenzione generale, cross sul secondo palo, Rhamani e Maksimovic ne marcano uno per due, Di Lorenzo stringe sull’uomo più vicino, peccato che ce ne sia un altro alle spalle, Herrera, che insacca. Sul secondo, classico problema in transizione negativa del Napoli, palla persa, ripartenza, Rhamani e Maksmimovic scappano verso la porta, ma sempre troppo vicini, col kosovaro che avrebbe potuto recuperare un metro sull’inserimento di Kenedy che con un tiro radente in corsa buca Meret.

Crollo Napoli a Granada, analizziamo i motivi del KO

(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Le occasioni per raddrizzare la partita ce ne sono, alcune interessanti con Zielinski e una clamorosa con Rhamani di testa su calcio piazzato. Il Napoli, dopotutto, quando è riuscito a combinare nello stretto nei corridoi “di mezzo”, in particolare con Zielinski e Ruiz, ha dato l’impressione di poter anche agevolmente scardinare la linea difensiva esperta, ma statica del Granada.

L’impresa tra sette giorni non è impossibile, anzi. Si resta interdetti, tuttavia, sulla volontà di utilizzare più come raccordo, da sponda, Osimhen, piuttosto che come uomo di taglio, sfruttando la sua velocità. Che sia in buone o cattive condizioni fisiche.

Questi i titoli del nostro focus:

➡ Squadre “incerottate”, ma vince quella più viva;
➡ Granada efficiente: poche idee, ma chiare;
➡ Napoli a metà del guado, tra quello che vorrebbe essere e quello che
realmente è: una squadra disfunzionale;
➡ Lo sciopero dell’attenzione nei primi venti minuti del Napoli;
➡ L’impiego di Osimhen e nuove possibilità.

Contributo a cura di mister Bruno Conte

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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