TORNIAMO IN CAMPO – Genoa-Napoli 0-0, i gemelli toccano il cielo con un dito: è promozione in Serie A!

Il campionato di Serie A, quindi il Napoli, è fermo a causa dell’emergenza coronavirus. Anzi, il calcio intero ha momentaneamente calato il sipario per spostare l’attenzione su ciò che realmente conta: contenere la pandemia e riprendere lentamente i ritmi della vita.

Difficile resistere lontano dalle abitudini e dalle passioni, ragion per cui calcionapoli1926.it in questo periodo fa partire una speciale rubrica: insieme, secondo quello che voi tifosi scegliete (clicca qui per proporre la tua partita) rivivremo alcuni momenti salienti dei match che hanno cambiato e segnato la storia del Napoli.

Genoa-Napoli, i gemelli scrivono la storia e vanno in A

E’ il lontano 10 giugno del 2007 e si gioca Genoa-Napoli al Marassi. Una partita diversa dalle altre. Una gara che avrebbe scritto la storia, ma questo le due protagoniste non lo sapevano ancora.

Entrambe le squadre si giocano la promozione in Serie A. I rossoblù necessitano di una vittoria mentre agli azzurri basta un pareggio. Il destino di questa partita è però incrociato anche con quello di un’altra: Piacenza-Triestina. Sarà proprio quest’ultima gara a delineare i destini delle due squadre al Ferraris.

Le formazioni

GENOA (3-4-3): Rubinho; Bega, De Rosa (1’st Galeoto), Masiello; Rossi, Coppola (31’pt Juric), Milanetto (31’st Adailton), Fabiano; Leon, Greco, Di Vaio.

In panchina: Scarpi, Di Maio, Botta, Carobbio.

Allenatore: Gasperini.


NAPOLI (3-5-2):
 Iezzo; Grava, Cannavaro, Domizzi; Garics, Montervino, Gatti (19’st Dalla Bona), Bogliacino, Savini; Calaiò (14’st Pià), Sosa (50’st Giubilato).

In panchina: Gianello, Rullo, De Zerbi, Bucchi.

Allenatore: Reja.

Il match

E’ una partita che viene combattuta con il coltello tra i denti. Specialmente da parte della squadra di Gasperini in quanto è alla ricerca disperata della vittoria. Tra il 20′ e il 25′ però il Genoa suda freddo: prima c’è Sosa che su un assist di Montervino centra di testa la traversa, poi tocca a Calaiò con una botta dal limite di poco alta a far correre un brivido sulla schiena di Rubinho.

Al 30° arriva la notizia che il Piacenza è andato in vantaggio per 1-0 sulla Triestina. La situazione si mette male per il club di Preziosi e così partono alla carica ancora di più. Spingono con ancora più convinzione ma non riescono a sfondare.

Poi al minuto 65 il Luigi Ferraris esplode. L’intero impianto di Genoa si trasforma in una bolgia per un gol. Ma non è una rete che hanno visto sotto gli occhi, è una rete che arriva da lontano. Di cui tutti hanno notizia: la Triestina ha paraggiato. E’ una perla su punizione di Allegretti a piegare il Piacenza e spedisce quest’ultima a -10 dal terzo posto, unica scappatoia per cancellare la lotteria dei playoff e permettere così ad entrambe le squadre, Genoa e Napoli, di sognare ad occhi aperti insieme.

La partita però è ancora lunga e così si resta in una sorta di terra di mezzo. Se dovesse cambiare nuovamente il risultato dall’altra parte, i rossoblù avrebbero poco tempo per tentare la vittoria. E si resta così, dubbiosi. Incerti se essere artefici del proprio destino o lasciar decidere al fato stesso.

La follia

Arriva un’altra notizia, questa volta fasulla, che l’altra partita è stata già conclusa. Ed è finita col risultato tanto sperato. Non è però vero, mancano ancora 4 minuti e così si creano boati ma non è ancora vero.

Dopo 4 minuti però arriva sul serio e il Luigi Ferraris non è contenibile, letteralmente. I tifosi si gettano in campo e creano un’immagine che resterà netta storia. In quell’istante si scrive la storia. Diventano un’icona. Diventeranno per sempre l’immagine della promozione in Serie A di Genoa e Napoli.

L’arbitro Rocchi però non è dello stesso romanticismo. Invita tutti a ricomporsi. I dirigenti vanno a cercare divise d’emergenza perché anche i calciatori hanno preso parte alla gioia folle. Il tutto ha dell’inverosimile. Viene giocato un altro minuto e mezzo. Poi il triplice fischio: è finita davvero. Genoa e Napoli toccano il cielo con un dito e arrivano in paradiso. O meglio, arrivano in Serie A.

Le tre promosse si staccano e formano un unico vagone vincente diretto per la Serie A. Senza scali, senza fermate. Si va direttamente nel campionato dei grandi.

Per la prima volta nella storia del calcio due squadre provenienti dalla C1 risalgono in una sola stagione in Serie A. Ed entrambe ritornano ai massimi livelli calcistici, il Genoa dopo ben 12 anni e il Napoli dopo 6 anni.

CLASSIFICA

85 Juventus (-9) (promossa)

79 Napoli (promossa)

78 Genoa (promossa)

68 Piacenza

67 Rimini

67 Brescia

65 Bologna

64 Mantova

58 Lecce

53 Albinoleffe

50 Bari, Frosinone, Treviso, Vicenza

49 Modena

49 Cesena

48 Triestina (-1)

48 Verona (ai playout)

46 Spezia (ai playout)

45 (42) Arezzo (-6) (retrocessa)

32 Crotone (retrocessa)

24 Pescara (-1) (retrocessa).

Iezzo, Grava, Cannavaro, Domizzi, Garics (94′ Giubilato), Montervino, Gatti (63′ Dalla Bona), Bogliacino, Savini, Calaiò (59′ Pià), Sosa

 

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