FIGC preoccupata per la stagione: con gli allenamenti oltre l’11 maggio si rischia lo stop. Il Governo non decide

Serie A – Il governo non ha ancora deciso quando ricominciare nonostante l’incontro andato in scena ieri tra il Ministro Spadafora ed i rappresentati della FIGC. Questi, incitati anche dalla Uefa a concludere i campionati, hanno chiesto di arrivare ad una decisione nel minor tempo possibile. Il governo, coadiuvato da un gruppo di tre medici, continua a chiedere e prendere tempo. Una situazione che rischia di divenire, però, esplosiva soprattutto circa i dettagli del protocollo da mettere in atto appena sarà possibile ripartire. Diversi sono i terreni di scontro tra le parti in gioco.

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Scontro aperto

Serie A, le ultime

La questione sollevata ieri dal dottor Casasco può divenire di cruciale importanza. Questi ha, infatti, chiesto al collega Zeppilli cosa dovrebbe accadere in caso di nuovo positivo tra i calciatori. L’edizione odierna de La Repubblica ha sottolineato che, in casi come questi, il calciatore verrebbe messo in isolamento. Stessa condizione per la squadra che, però, verrebbe messa in quarantena per una sola settimana. Una condizione che va contro il protocollo del governo che prevede isolamento di almeno 14 giorni per i casi di contagio.

Quando si riparte?

Serie A, la prospettiva

Altro nodo cruciale è quello relativo alla ripresa degli allenamenti. La prima proposta resta quella relativa al 4 maggio, il giorno dopo il termine del lockdown. Le carte in tavola potrebbero, però, essere nuovamente rimescolate con grande rammarico della FIGC il cui obiettivo è terminare la stagione nel miglior modo possibile. Come riferisce il quotidiano tutto potrebbe essere ulteriormente rimandato di una settimana e le squadre potrebbero poter tornare presso i rispettivi centri tecnici solo dall’11 maggio. Se si dovesse andare oltre questa data allora si rischia di decretare il definitivo stop a questa stagione di Serie A. Una prospettiva che preoccupa particolarmente la Uefa.

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