FIGC, il procuratore Di Lello: “Da napoletano mi sono sentito offeso dai cori, vi spiego cosa vuole la legge”

Ai microfoni di ‘Punto Nuovo Sport Show’, nel corso della trasmissione in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Marco Di Lello, procuratore aggiunto FIGC. Di seguito le sue dichiarazioni.

LE PAROLE DEL PROCURATORE DELLA FIGC

“Il codice parla chiaro. Chi conduce la gara si assume la responsabilità della scelta di fermare o meno la partita. Abbiamo tre nostri inviati che hanno già fatto referto. Tra arbitro e Procura deve esserci comunicazione: il referto è stato fatto, il giudice sportivo prenderà la sua decisione nelle prossime ore. Sampdoria-Napoli fascicolo di inchiesta? Non ne posso parlare, ma è stato aperto. Ci sono valutazioni che fa da subito il giudice sportivo, se c’è qualcosa che non viene valutato, viene aperto un procedimento parallelo di cui è responsabile la procura federale. Stiamo facendo la parte inquirente a tutti i livelli. Il calcio è lo specchio del Paese, questo tipo di idiozia vengono da bambini di 10 anni fino ai più grandi, noi vogliamo estirparlo dalla radice: è simbolo della regressione culturale del Paese.

IL PARERE SULLE INDAGINI

Non posso esprimermi sulle indagini in corso. Con tutto il rispetto delle parole di Sandulli, è importante sottolineare che sia Gravina che Sibilia si sono espressi più volte: le norme ci sono, anche le sanzioni, bisogna attuare quelle che sono le regole del codice di giustizia. L’idiozia non ha eguali in questi settori, riesce con una certa fantasia a dare il peggio di sé in una certa occasione: mi sono sentito offeso da procuratore federale e da napoletano, spero che le norme vengano attuate fino in fondo. La prima volta si può anche andare leggeri, ma quando ci sono recidive e non c’è una risposta concreta dalla società, ci sono sanzioni gravi”.

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