ESCLUSIVA – Diego Maradona Jr: “Vi racconto la verità sul rapporto con mio padre e le mie sorelle. Eredità? C’è un’indagine in corso”

Diego Armando Maradona Junior, figlio del Pibe de Oro, ha rilasciato un’intervista esclusiva ai nostri microfoni su alcuni temi attuali riguardanti (anche) il padre

Diego Armando Maradona Junior, figlio del Pibe de Oro, ha rilasciato un’intervista esclusiva ai nostri microfoni su alcuni temi attuali riguardanti (anche) il padre. In allegato il video.

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Le parole di Diego Maradona Jr sull’eredità

“Mi interessa l’eredità di mio padre, ciò che è mio e dei miei figli, ciò che mio padre ha lasciato alla nostra famiglia. Ma c’è un processo, io sono parte lesa, si sta indagando sulla morte di papà e quella è la cosa più importante. Il resto si vedrà con il tempo, non c’è fretta. E’ un periodo complicato, ne stiamo uscendo piano piano. Tra il ricovero per il COVID e la morte di papà, le feste non hanno aiutato a stare meglio, un po’ tutta la situazione. Ma adesso si ritorna alla vita normale. Se andrò in Argentina? Sta decidendo il governo argentino. Avevo un biglietto per il 26, ma è stato bloccato per via di questo nuovo ceppo del Covid. I voli di alcuni paesi dell’Europa sono stati bloccati, e non si sa quando si sbloccheranno, sembra fatto apposta”. 

Il rapporto con le sorelle

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Getty Images

“Non so le ultime ore di papà come sono state, c’è un’indagine in corso. La magistratura argentina farà chiarezza su quello che è successo. E’ molto complicato, sono a 15mila kilometri di distanza, posso solo basarmi a ciò che esce scritto sui media e sulla stampa. Rapporto con le mie sorelle? Siamo uniti, da quando mio padre è venuto a mancare stiamo cercando di non crearci problemi tra di noi e di onorare al meglio la memoria di papà. Il suo desiderio era vederci tutti uniti, e non litigare per una macchina o un orologio. La mia idea è cercare di andare avanti finché si può e si cercherà di non andare allo scontro. Questo è un’altra stupidaggine che hanno inventato i media. Con Giannina ci parlavo anche prima della morte di papà, con Dalma dopo. Con la prima ho un rapporto bellissimo, Diego Fernando è un bambino piccolo e quindi per avere una comunicazione bisogna passare per terzi. Ma quando ero con papà e lui veniva a salutarlo avevo rapporti con lui”.

Un cognome pesante

“E’ un cognome bellissimo. Nella mia carriera calcistica, se mi fossi chiamato Diego Esposito, sarei stato giudicato per le mie doti calcistiche e non per il cognome. E forse avrei fatto più strada, ma sono orgoglioso e felice di far parte di questa famiglia, di portare questo cognome glorioso, mio padre è una leggenda. Il problema l’hanno tenuto sempre più gli altri che io. Io ho avuto una famiglia che mi ha detto sempre la verità”. 

Il rapporto con il padre

Maradona
Maradona padre e figlio

“Mia mamma è stata una persona fondamentale nella mia vita, così come lo sono stati i nonni e gli zii che erano più come fratelli. Sono stato fortunato ad avere loro. La figura del papà l’ho recuperata con il tempo. Mio padre durante le partite si arrabbiava, era molto tifoso del Napoli, e quando vedevamo le partite le vedevamo con il cuore. Avevamo recuperato un ottimo rapporto, con il senno di poi ho fatto bene quello che ho fatto nel corso degli anni, abbiamo avuto un rapporto molto intenso ed onesto. Ce lo dicemmo dal primo giorno, abbiamo deciso di mettere una pietra sopra al passato”.

L’esperienza in radio

“La radio mi piace e mi ha aiutato tanto ad aprirmi di più. Non ho mai amato essere al centro dell’attenzione ma la radio mi diverte molto. Sono molto grato a Radio Crc che mi ha dato l’opportunità di lavorare in questo ambito. E’ normale che tanti anni di calcio e campo ti aiutano, ma questo non vuol dire che ne capisci e sei bravo in radio. Io non lo so se lo sono, ma mi diverte, fa parte anche del mio carattere. Mi fa piacere fare questo”. 

Sul Napoli attuale

“Non so cosa cambierei di questo Napoli, anche perché mi sembrerebbe irrispettoso nei confronti di Gattuso. Lui sicuramente sa meglio di me cosa cambiare. Deve inseguire su quelle che abbiamo davanti. Fa male la partita con lo Spezia e farà male per tanto tempo. Io lo dissi in trasmissione che era una partita molto difficile contro una squadra bene allenata. Poi il calcio è questo, lo Spezia non meritava di vincere, il rigore era inesistente. Ma nonostante questo, in dieci, ha cercato di vincere la partita e questo non è poco. Viene anche difficile criticare una squadra che fa 30 tiri in porta. Si sente molto l’assenza di Mertens e Osimhen, mi sembra ovvio che se glieli togli per tanto tempo fai fatica. Abbiamo visto anche il Milan senza Ibra e Rebic fare fatica. Le critiche a Petagna non le trovo giuste, è un ragazzo che sta facendo tanti gol. Mi dispiace che Insigne si sia preso colpe che non ha, non deve essere crocifisso. Una partita complicata che capita spesso quando dobbiamo fare il salto di qualità. Secondo me è un problema di qualità, non credo sia un problema di carattere altrimenti una squadra senza carattere non batte la Juve in finale come l’anno scorso. Ma è una squadra che pecca nella continuità”. 

A cura di Celeste Maione

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