Esame Suarez, l’avvocato del rettore: “Nessuna pressione ma se prendi un volo privato, ti aspetti di passare”

Continua a infittirsi la storia dell’esame tarocco di Luis Suarez. A fare chiarezza sulla vicenda è l’avvocato David Brunelli, difensore del rettore dell’Università per Stranieri di Perugia Giuliana Grego Bolli. Il legale ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Fanpage.it.

Esame Suarez, l’avvocato del rettore: “Nessuna pressione ricevuta”

Suarez intercettazioni
Luis Suarez (Photo by David Ramos/Getty Images)

Di seguito le dichiarazioni di David Brunelli, avvocato del rettore Giuliana Grego Bolli:

Ritengono e ritenevano di aver fatto le cose correttamente. La rettrice non ha neanche seguito la pratica passo dopo passo. Il giocatore, con il suo entourage, ha chiesto di fare l’esame a Perugia. Se l’abbia mandato la Juventus non lo posso sapere. La rettrice non sa esattamente l’origine della faccenda, non sa chi abbia chiesto la disponibilità dell’Università per svolgere questa prova. Sa solo che c’era questo calciatore pronto a fare l’esame. Che il calciatore fosse una persona famosa era noto a tutti, che chiedesse una certificazione per un trasferimento alla Juventus lo leggevo anche io. Lo sapevano tutti

Sul “binario”

In una delle intercettazioni il rettore parla di un “binario”sul quale indirizzare l’esame di Suarez. A tal proposito il legale ha risposto così:

Voleva dire: fategli fare il binario giusto, quello adatto a lui, non un livello superiore, perché poi non gli serve – spiega il suo legale -. Mettetelo in condizione di arrivare ad un livello accettabile che vada bene per quello che gli serve e quello lì è il binario da seguire. Si riferiva al percorso di lingua basica B1, non è una certificazione con un livello così elevato. L’esame è durato 12 minuti e non 2 ore e mezza perché i test scritti nel periodo del Covid-19 li hanno eliminati e hanno fatto svolgere solo la prova orale. Le conversazioni le fanno su fotografie, gli chiedono cosa sia una cosa piuttosto che un’altra

Sulle eventuali pressioni ricevute

L’università ha pensato che potesse essere un momento di pubblicità per l’ateneo, che la presenza di una persona così famosa a Perugia potesse essere una buona occasione per farsi conoscere. Altro che pressioni… non c’è stata pressione ma se uno fa un esame necessario per ottenere la la cittadinanza è chiaro che spera di passare. Questo era un soggetto molto noto, è evidente che una bocciatura gli avrebbe provocato un dolore. Se uno prende un charter poi ovviamente si aspetta di passare l’esame, ma questo fa parte di cose umane e comprensibili. La rettrice ha saputo solo di questa opportunità e il fatto che venisse Suarez a Perugia poteva essere motivo di visibilità per l’ateneo

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