ESCLUSIVA – Dossena: “Ancelotti ha fatto confusione, Insigne rappresenta il Napoli. Mercato? Consiglio Gosens”

Andrea Dossena, ex calciatore del Napoli, oggi è un allenatore. Un ruolo nuovo nel quale, a detta sua, si trova molto bene. In azzurro dal 2010 al 2013, ora allena il Crema in Serie D. In esclusiva, ai microfoni di CalcioNapoli1926.it, ha rivissuto alcuni momenti della sua carriera all’ombra del Vesuvio ed ha analizzato la situazione dei partenopei in questo momento.

L’INTERVISTA A DOSSENA

Dossena

Come stai vivendo la carriera da allenatore?

“Era fin troppo bello per essere vero, mi piaceva tantissimo. Giusto fermarci, soprattutto per quanto riguarda il calcio dilettantistico non penso si debba riprendere. In primis per la salute e poi perché alcune società in Serie D lo fanno per aiuto sociale piuttosto che comportarsi come azienda con entrate ed uscite. Tanti presidenti lo fanno per hobby. In questo momento di sofferenza penso debbano guardare ai loro interessi. Molti ragazzi, purtroppo, vivono con questi salari. In questo momento, però, secondo me non se ne riparlerà più”.

La dirigenza del Crema come si è comportata in questo periodo di emergenza?

“Finché ci siamo allenati il presidente ha pagato regolarmente tutti i ragazzi. Ora stiamo valutando anche in base a se e come si riprenderà. Il presidente non ha una situazione facile, visto che non si gioca”.

Tornando indietro di qualche mese… Al Napoli, con Ancelotti, è mancato un elemento chiave nello spogliatoio come Hamsik?

“Era un gruppo che arrivava da tanti anni insieme, ma hanno perso Hamsik e Reina. Non si trattava di uno spogliatoio nuovo. C’era una parte forte che aveva raggiunto degli obiettivi. Per me si parla di una situazione generale. Mister Ancelotti non si mette in discussione, ma forse ha fatto un po’ di confusione. Una squadra che è stata costruita per anni sul 4-3-3, bisognava continuare su quella falsariga. Lo ha fatto Gattuso quando è arrivato chiedendo alla società un playmaker. Mi sembra che i risultati poi pian piano siano arrivati per potersi rimettere in carregiata”.

Cosa significa per un calciatore come Insigne essere il capro espiatorio di una situazione così complessa?

“Molti problemi: dall’ammutinamento al ritiro. Fa male per tutti passare un periodo negativo. Lorenzo era ancora giovane quando sono stato al Napoli, ma ho conosciuto Paolo Cannavaro. Chiacchierando mi diceva che i suoi primi anni erano stati complicati per lui. Si sentiva ancora nelle sue parole la sofferenza quando le prestazioni non erano delle migliori. Per calciatori che rappresentano la città e che sono i primi tifosi della squadra, sicuramente fa male la sera prima di addormentarti”.

Pochi giorni fa ricorreva l’anniversario di Napoli-Lazio, finita 4 a 3 con un tuo gol ed una tripletta di Cavani. Cosa ti ricordi di quel giorno?

“Una bellissima partita, vissuta alle 12.30. In quel periodo ancora si diceva che l’orario non era carino per giocare. Era aprile, ma faceva già molto caldo. Lo stadio era stracolmo, noi eravamo in lotta contro per la Champions. Ricordo la carica che mi diede il gol, ma dopo loro andarono sul 3-1. Dentro di me ero dispiaciuto, ma dopo abbiamo ribaltato la partita con la tripletta di Cavani… È esploso tutto”.

Che ricordo hai di Napoli fuori dal campo?

“A Napoli avevo una casa a via Posillipo con terrazza e gazebo, a strapiombo sul mare. Mandavo foto ai miei amici. Per chi non la vive magari è difficile da immaginare, poi mandi foto e rimangono tutti a bocca aperta”.

Sulla sinistra, dove giocavi tu, il Napoli deve far fronte alla situazione Ghoulam. Giusto cederlo? Che nome consiglieresti alla società se dovesse intervenire sul mercato?

“La società fa le proprie scelte. Ghoulam è stato sfortunato perché al top della sua carriera ha avuto un doppio infortunio grave. Il Napoli lo ha aspettato, giustamente, perché  era un patrimonio. Forse anche per lui, avendoci provato così tanto e per parecchio tempo, andare via può essere un modo per ritrovare gli stimoli. Un nome che mi piace molto per la sinistra è Gosens. Il ragazzo è forte fisicamente e tecnicamente”.

Se si fosse giocato Barcellona-Napoli, gli azzurri avrebbero passato il turno?

“Andai in trasmissione prima di Atalanta-Valencia dicendo che la squadra di Gasperini a San Siro avrebbe vinto con tre gol di scarto e che in trasferta non avrebbe perso. Dopo ho detto che il Napoli avrebbe pareggiato con il Barcellona in casa. Ma in trasferta non avrebbe vinto, nemmeno senza pubblico. Messi e compagni quando devono spingere sono un’altra squadra. Lo ha dimostrato contro l’Inter. Al Camp Nou le cose sicuramente girano, il fattore campo in Europa conta molto”.

A cura di: Sabrina Uccello ed Armando Inneguale

©RIPRODUZIONE RISERVATA PREVIA CITAZIONE DELLA FONTE: CALCIONAPOLI1926.IT

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