Coronavirus, De Luca: “Nessuno controlla più nulla, così non andremo lontano! Finzione e irresponsabilità”

Vincenzo De Luca, governatore della Regione Campania, ha rilasciato quest’oggi un’intervista al Corriere della Sera nel corso della quale ha commentato la riapertura della maggior parte delle attività del paese. A suo dire c’è poca chiarezza da parte del governo centrale e del pressappochismo: “Dal 3 giugno liberi tutti, dice il premier. Io dal 2 ragionerò per capire a che punto è il contagio. E comunque che significa liberi tutti se abbiamo ancora curve epidemiologiche alte in alcune parti dell’Italia? Abbiamo condiviso il documento delle Regioni. Ma riteniamo che il ministero della Salute abbia il dovere di dettare linee guida per garantire le condizioni di base prioritarie per la sicurezza dei cittadini. Questo punto non è stato accettato e non abbiamo firmato”.

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La decisione della Campania sulla riapertura

De Luca, Campania
De Luca, Campania (Getty Images)

“C’è stato un misto di finzione e di irresponsabilità. Per quello che ci riguarda lunedì non apriamo né i ristoranti né i pub né i mercati. Apriremo giovedì per preparare con serietà le condizioni di igienizzazione e poi di sicurezza per i clienti, in questi tre giorni. Il passaggio alla ripresa piena della vita economica e sociale era nelle cose. Ma ci siamo arrivati nel modo peggiore, moltiplicando elementi di confusione e di pericolo futuro. Io vedo un Paese nel quale ormai si sono drammaticamente abbassate le barriere protettive, e in cui tutte le “prescrizioni” rischiano di rimanere lettera morta, perché nessuno controlla più nulla”.

La linea di pensiero di De Luca

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“Io credo che dobbiamo aprire tutto, ma per sempre, senza pericoli di ritorni indietro, e in modo ordinato e semplice. Mi preoccuperei oggi di scongiurare la responsabilità penale per gli imprenditori in caso di contagio dei dipendenti. Mi preoccuperei di fare una sburocratizzazione radicale del Paese. Ma se i presupposti sono 21 indicatori sanitari da mandare a Roma ogni settimana — una cosa demenziale, che ripropone di nuovo la centralizzazione — allora davvero non andremo lontano.”

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