Coronavirus, il virologo Tarro: “A Napoli non è successo nulla dopo i festeggiamenti, l’Oms dice solo stupidaggini”

Giulio Tarro, noto virologo, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli sulla situazione del Coronavirus.Queste le sue parole sugli assembramenti dopo la vittoria del Napoli in Coppa Italia.

Le parole di Tarro sul Coronavirus

Tarro

“Ci sono stati grandi festeggiamenti a Napoli per la Coppa Italia. Dopo due settimane, però, non è successo niente. Nonostante le sparate dell’Oms, con quel Guerra che dice solo stupidaggini, in maniera assurda. Non è certo per niente che il Covid-19 torni con una seconda ondata. Per questa motivazione dico che allo stadio si può tornare. In autunno avremo tre quarti della popolazione immunizzata e il Paese ci arriverebbe più preparato. Inutile fare sempre gli uccelli del malaugurio”.

Sulle’estate: “I raggi ultravioletti distruggono il virus, al mare non c’è carica virale perché c’è ancora più caldo. Lombardia? Ci sono almeno tre fattori che hanno inciso: il dimezzamento dei posti letto in terapia intensiva, il fatto che in poche settimane è accaduto tutto e le condizioni climatiche molto simili a quelle di Wuhan. Ci sono particelle che hanno aperto la porta al virus nell’atmosfera”.

Le parole di Ascierto

Paolo Ascierto, direttore dell’unità di immunoterapia oncologica e terapie innovative del Pascale, ha parlato ai microfoni de Il Mattino della situazione in Campania per ciò che riguarda il coronavirus.

Se la Campania è sicura: “Assolutamente si, ce lo dicono i numeri. Nonostante il piccolo focolaio di Mondragone siamo tornati a zero casi su migliaia di tamponi eseguiti in aree sensibili e da 12 giorni consecutivi non registriamo decessi. Siamo d’altra parte nella fase della convivenza col virus, che c’è e circola in ogni parte del mondo, ma qui in Campania abbiamo dimostrato di essere bravi sia a contenerlo sia a curarlo al meglio”.

Sulle precauzioni: “Bastano quelle che sono in vigore: lavare spesso le mani, usare gel disinfettante e mascherine nei luoghi chiusi. Evitare lunghe permanenze in luoghi affollati. Poi ci sono i compiti delle strutture sanitarie che devono individuare, tracciare e testare prontamente i casi positivi che emergono dai controlli che quotidianamente facciamo. Le Asl e gli ospedali ovunque sono attivi con grande efficienza su questo fronte”.

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