Dott. Castellacci: “Il calcio è uno sport di contatto, il rischio contagio esiste”

Enrico Castellacci, presidente Associazione Medici Calcio Italiani, è intervenuto oggi ai microfoni di Radio Punto Nuovo. Ecco quanto evidenziato dalla redazione di CalcioNapoli1926.it.

“I protocolli emanati dalla Federazione Medico Sportiva, da un punto di vista sportivo sono perfetti: estremamente rigorosi e precisi. Qualche perplessità è se tutte le società possono portare avanti protocolli così rigidi: dobbiamo considerare che il professionismo non è solo la Serie A, ma anche la Serie B e C. Ci sono tante società, molto piccole, che hanno problematiche di tipo economico, territoriale, di cui bisogna tener conto. Intanto bisogna capire quando il Governo deciderà che le squadre si possono allenare, non è stato detto ancora”.

Castellacci, le parole
MONTPELLIER, FRANCE – JUNE 29: Doctor of Italy Enrico Castellacci speaks with the media during a press conference at Casa Azzurri on June 29, 2016 in Montpellier, France. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

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Castellacci: “I calciatori avranno bisogno di 15-20 giorni per riprendersi”

“C’è bisogno di giorni affinché questi ragazzi si riprendono, francamente anche in questo caso farei una differenziazione. I giocatori più fortunati hanno avuto tutti i vantaggi del mondo, hanno attrezzature a casa, ma nelle squadre più piccole non è stato facile potersi preparare anche a casa per questi giocatori, hanno bisogno di 15-20 giorni per riprendersi. Da un punto di vista scientifico, è difficile pensarla in maniera diversa. Non si parla di virus, perché di competenza di virologi e infettivologi, qui entrano in ballo i medici dello sport. La Federazione Medico Sportiva ha tutte le competenze, poi c’è la commissione tecnico-scientifica che può esprimere oculati pareri e poi c’è un’associazione di medici del calcio che ha una valenza perché porta il parere dei medici di campo”.

“Un miglioramento ci porta ad essere ottimisti”

“I medici sociali hanno grosse responsabilità, anche dal punto di vista legale, ha anche funzione di medico del lavoro: deve rendere il lavoro idoneo affinché non ci siano conseguenze alla salute dei lavoratori. Non ci sono troppi contrasti, ma nemmeno troppi contatti che renderebbero maggiormente coeso un unico parere. Ormai ci attacchiamo ad ogni minimo aspetto positivo, dopo la stanchezza di questi giorni, un miglioramento ci porta ad essere ottimisti. Riuscire a programmare è un bene, ma da medico vi dico che bisogna essere molto cauti. Vengo dall’esperienza cinese ed ancora oggi non hanno stabilito quando ricominciare il campionato. Il problema delle ricaduta è evidente ed è la paura più logica. Diamoci un attimo di riflessione, aspettiamo qualche giorno e vediamo se questo picco comincerà veramente a scendere, in quel momento potremmo essere più precisi”.

Allenamenti diversi?

Il calcio è uno sport di contatto, un rischio di contagio c’è. Ricordiamoci che dovranno essere fatti anche controlli medici, potranno esserci giocatori divisi perché i controlli sono diversificati: non è così facile. Quando si tratta di uno sport di contatto diventa tutto problematico, una squadra di calcio è fatta da tantissime persone, non solo giocatori: c’è una marea di persona, i contatti gioco forza ci sono comunque. Ricordiamoci ancora una volta che ci sono problemi di tipo logistico in altre realtà, non esiste solo la Serie A. Serie A finita? Non devo essere io a dirlo, noi auspichiamo che possa esserci un termine del campionato, è vero, ma che sono perplesso a riguardo, è altrettanto vero”.

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