Cannavaro: “Sassuolo-Napoli? Il mio cuore contro la mia seconda casa. Si riporti il Napoli dove merita”

La Fondazione Cannavaro Ferrara, nata dalle due coppie di fratelli Fabio e Paolo Cannavaro e Ciro e Vincenzo Ferrara, per la quarta edizione organizza a Napoli il Galà Charity Night. I fondi, raccolti tramite le donazioni per la cena, l’asta benefica e la lotteria, saranno destinati ad un altro vitale progetto sociale: “Un’Ambulanza per la vita”. L’intenzione è quella di acquistare un mezzo di soccorso per il trasporto neonatale di emergenza a beneficio di tutta la Regione Campania. Ai microfoni della stampa presente è intervenuto Paolo Cannavaro a margine dell’evento.

LE PAROLE DI CANNAVARO

“Abbiamo voluto fare una colletta per acquistare quest’ambulanza per il reparto neonatale del Secondo Policlinico. Sfortunatamente la vecchia era stata usata abbastanza e, purtroppo, si è verificato un episodio sgradevole.

Siamo una fondazione che cerca sempre progetti diversi. Vogliamo fare del bene, nel nostro piccolo, un po’ a tutte le strutture. Sono anni che lavoriamo sul territorio napoletano, i progetti portati a termine sono veramente tanti e ne avremo altrettanti.

Novità sulla serata? Ho visto qualcuno della fondazione quest’anno sarà anche ospite (ride, ndr).

Sassuolo-Napoli? Il mio cuore che gioca contro la mia seconda casa. A Sassuolo ho vissuto una seconda giovinezza, mi hanno trattato come uno di famiglia. Il Napoli deve stare attento, sarà una partita difficile perché sono molto organizzati e sanno giocare bene a calcio.

Quando sono venuto l’ultima volta al San Paolo ho fatto i dovuti saluti ed ho avuto una grande accoglienza. Sono riuscito anche a cantare sotto la curva ed ho portato a casa un pezzo di terra del San Paolo.

Il Napoli? L’unico obiettivo degli azzurri è tornare dove la squadra merita.

Napoli-Barcellona? Le partite del Napoli sono tutte belle. Quelle della Champions sono bellissime. Contro il Barcellona sarà fantastica.

Callejon e Mertes? Farebbero comodo a chiunque, non solo in Cina.

Il pubblico? Quando dico che bisogna smettere con questo atteggiamento è un riferimento a 360 gradi. Ora sicuramente un po’ di sostegno in più può solo far bene. È normale che la situazione non ha aiutato i tifosi a frequentare lo stadio, ma basta poco per riaccendere l’entusiasmo”.

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