Fabio Cannavaro: “Ricordo il primo incontro con Maradona. Trasmetteva positività ai compagni”

Nella giornata di ieri tutti hanno festeggiato Diego Armando Maradona che ha spento 60 candeline. Una bandiera ed un pezzo importante della storia del Napoli. Anche oggi continuano gli omaggi per Maradona e tra questi anche quelli di Fabio Cannavaro. Questi ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni dell’edizione odierna della Gazzetta dello Sport.

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Maradona, l’omaggio di Cannavaro

Maradona Cannavaro
(Photo by Gustavo Garello/Jam Media/Getty Images)

“A Maradona non ho fatto gli auguri da addetto ai lavori. No, li ha fatti il bambino che ama il calcio e che è in me. Quello che alla domenica fremeva per andare al San Paolo e far da raccattapalle, per poterlo seguire da vicino. Ancora oggi ho i brividi a ripensare alle sue imprese. Per esempio quella volta che segnò a Tacconi una incredibile punizione contro la Juve. Pioveva forte e io ero nei distinti inzuppato con papà Carmine, ma quando entrò quella palla… ci asciugammo dalla gioia.

Incontro? Capitò che col il Napoli andammo in Argentina per giocare delle amichevoli. Io ero ventenne e crescevo al fianco di Ciro, che è sempre stato molto legato a Maradona. E così lo chiamò e lui non perse l’occasione per invitarci, tutta la squadra, a casa sua. 

Maradona giocatore? Lui aveva questo modo di stare in campo sempre col petto in fuori, in avanti. Un atteggiamento che dava sicurezza ai compagni. Trasmetteva una positività incredibile ai compagni come a noi tifosi”.

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