Bucciantini: “Il problema del Napoli è la discontinuità, ma la stagione non è compromessa”

Il giornalista Marco Bucciantini ha rilasciato alcune dichiarazioni quest’oggi a Radio Marte su alcuni temi attuali in casa azzurra

Il giornalista Marco Bucciantini ha rilasciato alcune dichiarazioni quest’oggi a Radio Marte su alcuni temi attuali in casa azzurra.

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Le parole di Bucciantini

“Discontinuità Napoli? Il problema è quello. Il Napoli non pareggia mai: vince o perde. Nonostante una partita in meno ha 6 sconfitte che sono tantissime. Il fatto che non ci siano pareggi lascia l’impressione che la squadra non abbia mezze misure. Di queste sconfitte 2 sono clamorose, meritava di vincere contro Spezia e Inter. Quella di ieri non è distante dalla partita con la Lazio nel non capirla e interpretarla male. Magari andare in vantaggio ti faceva pensare di aver risolto i problemi. Poi però la gara è entrata nell’agio del Verona. Gattuso ha provato a cambiare il Napoli ma si è finito a giocare nel loro territorio. La partita era tra due squadre molto diverse, con idee differente di fare calcio. Il Napoli ha voluto duellare sull’agonismo ma lì il Verona è imbattibile. I duelli a centrocampo hanno visto stravincere il Verona”.

Obiettivo stagionale

“Stagione compromessa? Sei messo meglio dell’anno scorso, in cui a questo punto della stagione eri già stato costretto a cambiare. Il Napoli è lì, su tutti i traguardi, tra le favorite in Europa League. E in campionato nessuno lo darebbe escluso. Una proprietà può spostare molto con poco ma non bisogna sbagliare. Siamo sempre lì: quest’anno in Serie A non ci sono forze assolute ma relative, vedo anche potenziali danni negli interventi. Il Napoli però ha un vissuto sbagliato nelle partite. Meglio una vittoria e una sconfitta che due pareggi ma anche meglio imparare a viverle. Se vuoi giocare in verticale devi avere però Osimhen, non Petagna. Gli altri non ne parliamo. Ci sono giocatori che non hanno la battaglia nell’indole. Ieri il Verona è stato migliore in campo. Loro e l’Udinese fanno tirare poco, lo si sa ma è comunque così. I calciatori devono imparare a vivere le partite”.

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