Ascierto su Napoli-Juve: “Spero in un gol di Ronaldo, è sempre decisivo nelle finali”

Paolo Ascierto ha rilasciato un’intervista nel giorno dell’antivigilia della finale di Coppa Italia tra Napoli e Juve. Le due squadre si sfideranno mercoledì sera alle 21 allo stadio Olimpico di Roma. Una partita dal sapore speciale per il significato che ha acquisito. Il dolore e la tristezza stanno facendo spazio man mano, alla consapevolezza, alla voglia di ripartire, di ritornare a gioire, sperare e tifare. 

Le parole di Ascierto su Napoli-Juve

Ascierto su Napoli Juve

 
Chi in prima persona ha vissuto la drammatica esperienza del Coronavirus, attribuirà di certo un nuovo valore a questo ritorno alla normalità e al calcio giocato. A tal proposito, ha detto la sua in una lunga intervista a Tuttosport, l’oncologo del Pascale tifoso bianconero, Paolo Ascierto.
 
“La situazione si sta evolvendo in modo positivo, al sud abbiamo una curva del contagio totalmente sotto controllo, con numeri vicino allo zero e le terapie intensive sono vuote. Nonostante ciò, la prudenza non è mai troppa, il focolaio avvenuto a Roma ci insegna che non bisogna mai abbassare la guardia. Per questo dico, il calcio è ripartito e ne siamo felicissimi, ma occhio alla decisione di aprire gli stadi. Iniziamo a goderci lo spettacolo gradualmente. Mercoledì, ovviamente spero vincerà la Juve, ma temo molto la possibilità che si andrà ai rigori. Mi auguro un goal di Ronaldo. È sempre decisivo nelle finali. Questo trofeo ha un’importanza cruciale, per tutto il paese, per il sistema calcio. È un ritorno alla normalità, a maggior ragione se vincesse la Juventus…”
 

Le parole di De Laurentiis su Sarri a due giorni dalla finale

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha rilasciato i microfoni dell’edizione odierna del Corriere dello Sport un’intervista in cui parla dell’addio di Sarri.

“Mi fece incazzare con la scusa volgare dei soldi, mi costrinse a cambiare ed aveva ancora due anni di contratto. A febbraio mi invitò a pranzo in Toscana, a due passi da casa sua, organizzò la moglie, non accennò a chiusure, mi portò fino al giorno che precedette l’ultima partita creando disturbo ed incertezze alla società. Tre stagioni indimenticabili? Il deus ex machina, ma nel calcio è come nel cinema, sono necessari un ottimo regista ed un ottimo produttore. Naturale che l’imprenditore dia delle indicazioni e che gli sia riconosciuta una parte del merito, non solo la colpa della sconfitta. Chi ha preso Cavani? Il sottoscritto. E Mazzarri? E Benitez? E Higuain, Sarri? Quando lo scelsi tappezzarono la città di striscioni contro di me”.

 

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