Aic, Tommasi: “Prima di tornare in campo devono esserci tre garanzie. Vi spiego”

Il calcio è in piena emergenza. Non si può ancora scendere in campo e nemmeno tornare ad allenarsi. Una situazione che rischia di dare il via ad una vera e propria crisi economica. In questo momento così complesso anche i calciatori sono chiamati a fare la propria parte e lo faranno. Non hanno alcuna intenzione di tirarsi indietro ma hanno bisogno di necessarie garanzie sulla loro salute. Lo ha dichiarato il presidente dell’Aic (Associazione italiana calciatori), Damiano Tommasi in un’intervista ai microfoni del quotidiano Libero.

Le parole di Tommasi

Tommasi

“Noi speriamo che ci siano le condizioni per tornare in campo. I calciatori sembra che siano l’unico costo ma la verità è che lo stop alla stagione certifica una situazione. Senza classifica non ci sono bonus legati al risultato. In caso di ripresa, invece, bisognerà calcolare i danni per i club e le richieste ai calciatori. Tagli stipendi? Il nostro lavoro è quello di cercare una soluzione condivisa. Gli accordi collettivi servono proprio a non creare contenziosi. Se la Juve ha trovato il sostegno della squadra a noi va più che bene.

Riprendere a giocare? Al momento le persone devono limitare gli spostamenti, perché dobbiamo far uscire di casa i calciatori? Non ha senso tornare in campo per ‘sperare’. Anzi c’è il pericolo di altre positività che blocchino tutto. E bisogna capire gli effetti dell’infezione sull’idoneità sportiva. Pepe Reina ha confessato di essersi sentito mancare l’ossigeno per 25 minuti. Ci devono essere tre garanzie: 1) Che l’emergenza sia finita. 2) Se si torna a giocare è per portare a termine la stagione anche oltre il 30 giugno, perché mancano ancora tante partite. Scegliere a tavolino promossi e retrocessi è complicato.  3) Si deve poter viaggiare in sicurezza perché non è solo questione di allenarsi ma di muovere 50 persone due volte a settimana in quella che oggi è zona rossa”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy