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Secondo quanto riportato da Il Mattino, il patron del Napoli, Aurelio De Laurentiis, sarebbe indagato per un abuso edilizio all'interno dello Stadio Maradona. In particolare, le accuse fanno riferimento alla costruzione di tre nuove sale hospitality nei pressi della tribuna autorità. A seguire quanto si legge sul quotidiano:
"La Polizia locale di Napoli ha effettuato il sequestro di una struttura realizzata nella tribuna autorità dello Stadio Maradona, senza il permesso per costruire. Secondo il dorso partenopeo di Repubblica, si tratta di una struttura di 150 metri quadrati per tre metri e mezzo di altezza. L'ipotesi di reato è abuso edilizio ad opera del patron del calcio Napoli, Aurelio De Laurentiis che nella sua qualità di amministratore del club campano, commissionava le opere. De Laurentiis risulta ora indagato per il punto di ristoro abusivo.
Secondo la ricostruzione di Repubblica Napoli, il 7 maggio due vigili urbani dell'Unità operativa Tutela edilizia si presentano in tribuna autorità mentre sono in corso i lavori per uno spazio chiuso, «verosimilmente adibito a punto ristoro». Ai vigili urbani viene mostrata una delibera del settembre 2025 secondo cui la Giunta comunale di Palazzo San Giacomo avrebbe approvato una richiesta del club per tre nuove sale hospitality a cui il Comune di Napoli avrebbe dato la sua approvazione, in cambio di un aumento del canone di concessione di quasi 30mila euro. Ma quella delibera, secondo il Comune, non rappresentava un permesso per costruire. Così è arrivata la decisione del sequestro dell'area da parte del giudice".
Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, si è esposto sull'accaduto: "Dalle informazioni che ho avuto ieri è che c'è stata una interpretazione contrastante della delibera di concessione degli spazi che era stata fatta dal Comune e che la società ha interpretato anche come autorizzazione edilizia, mentre in realtà era necessario anche acquisire l'autorizzazione per i lavori, una volta concessi gli spazi. Da questa differente interpretazione è nato poi il problema che mi auguro si possa risolvere. Credo ci sia stato un esposto da parte di un privato, quindi questo ha determinato l'accertamento ed è emersa questa discrepanza. A valle della delibera comunale non c'era stata l'autorizzazione per i lavori. Questo è il tema".
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