Secondo la ricostruzione di Repubblica Napoli, il 7 maggio due vigili urbani dell'Unità operativa Tutela edilizia si presentano in tribuna autorità mentre sono in corso i lavori per uno spazio chiuso, «verosimilmente adibito a punto ristoro». Ai vigili urbani viene mostrata una delibera del settembre 2025 secondo cui la Giunta comunale di Palazzo San Giacomo avrebbe approvato una richiesta del club per tre nuove sale hospitality a cui il Comune di Napoli avrebbe dato la sua approvazione, in cambio di un aumento del canone di concessione di quasi 30mila euro. Ma quella delibera, secondo il Comune, non rappresentava un permesso per costruire. Così è arrivata la decisione del sequestro dell'area da parte del giudice".
Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, si è esposto sull'accaduto: "Dalle informazioni che ho avuto ieri è che c'è stata una interpretazione contrastante della delibera di concessione degli spazi che era stata fatta dal Comune e che la società ha interpretato anche come autorizzazione edilizia, mentre in realtà era necessario anche acquisire l'autorizzazione per i lavori, una volta concessi gli spazi. Da questa differente interpretazione è nato poi il problema che mi auguro si possa risolvere. Credo ci sia stato un esposto da parte di un privato, quindi questo ha determinato l'accertamento ed è emersa questa discrepanza. A valle della delibera comunale non c'era stata l'autorizzazione per i lavori. Questo è il tema".
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