Il giornalista analizza il momento delle due squadre, il diverso trattamento riservato ai tecnici e le possibili chiavi tattiche della sfida.

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Domenica sera Juventus e Napoli si ritroveranno una di fronte all'altra in una sfida che, inevitabilmente, mette al centro anche i rispettivi allenatori. Due percorsi incrociati, due personalità differenti e una partita che offre tanti spunti di riflessione. Per analizzare il momento delle due squadre e quale delle due si gioca di più, ci ha aiutato Sandro Sabatini, giornalista di Sport Mediaset.

"Allegri gestisce meglio il declino rispetto a Spalletti"

Uno dei temi centrali di questa sfida è certamente il trattamento riservato ai due allenatori negli ultimi anni, soprattutto davanti a risultati negativi. "Io non ho mai sostenuto che Allegri sia meglio di Spalletti o viceversa. Da giornalista ho semplicemente registrato un'incoerenza di giudizi. Allegri veniva spesso bersagliato, Spalletti e altri suoi colleghi, giustificati".
sabatini sandro intervista

Sabatini si riferisce soprattutto al periodo bianconero di Max Allegri: qui il tecnico livornese è stato più volte preso di mira dai tifosi e dalla stampa per il gioco troppo poco offensivo o per alcuni atteggiamenti contro gli arbitri. Spalletti, alla Juventus, sta ottenendo (per questo inizio di stagione) risultati peggiori sia di Allegri sia dei suoi predecessori: Thiago Motta e Tudor.

"Credo che in ogni caso per l'allenatore della Juve non sarà l'ultima spiaggia - spiega Sabatini - Di ultimo duello Spalletti ha solo fatto la pubblicità di un noto amaro con Totti. Se devo essere realista, io Juve-Napoli non la immagino una partita come uno scontro all'ultimo sangue né per quanto riguarda l'esonero di Spalletti, né per quanto riguarda il dualismo con Allegri. La realtà è innegabile".

Il giornalista di Sport Mediaset ha sottolineato come Spalletti stia facendo fatica perché, oltre agli infortuni, i risultati sono figli di una squadra in declino. Allegri, invece, ha ereditato una rosa anagraficamente più avanti e già reduce da un successo con Conte, ma sta provando a gestire la situazione nel miglior modo possibile.

"Non credo che Allegri stia snaturando la sua filosofia a Napoli"

Se pensiamo alle ultime tre partite giocate dai partenopei, gli uomini di Allegri hanno realizzato 11 gol e creato tantissime occasioni. Sembra chiaro come qualcosa sia cambiato nel modo di giocare del tecnico toscano. "Io non credo che, una volta approdato a Napoli, Allegri abbia deciso di cambiare idee di gioco. - precisa Sabatini - Se si fa attenzione alla prima partita ufficiale con il Milan, i rossoneri fanno 25 conclusioni, poi subiscono due tiri in porta e perdono.

Il giornalista sostiene che forse solo negli anni con la Juventus in cui c'era Cristiano Ronaldo il gioco di Allegri fosse tipo difesa e contropiede. "Ma in quel caso c'era Cristiano e tu lì parti quasi sempre 1-0, la scelta dell'allenatore era sicuramente condivisibile avendo a disposizione il giocatore più forte al mondo", precisa Sabatini.

"Se si pensa al periodo attuale, la replica di Milan-Cremonese è stata Venezia-Napoli. Lì gli azzurri hanno tirato in porta oltre 20 volte. Se De Bruyne segna quel rigore, la partita sarebbe andata a finire in un altro modo".

Quanto pesa l'assenza di Allegri in panchina contro la Juve

"Se l'assenza in panchina di Allegri pesa? - precisa Sabatini - Io non credo sia particolarmente determinante, se non per l'attenzione del pubblico che non potrà osservare i suoi movimenti o le reazioni durante il match".

Infine, il giornalista esclude che un'eventuale vittoria del Napoli possa rappresentare una particolare rivincita per Allegri, sia nei confronti dei tifosi azzurri, sia nei confronti della sua ex squadra. "È abituato a convivere con la diffidenza - spiega - Se avesse assorbito tutto quello che gli è stato detto, anche attraverso i social, credo che a quest'ora sarebbe già scappato in Islanda".

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