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Osimhen, il medico che l’ha curato: “Per la guarigione ossea necessarie 4 settimane”

 (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Le parole del dottor Canzi che ha curato Victor nelle scorse ore

Giovanni Montuori

Gabriele Canzi, dirigente medico di primo livello presso la Chirurgia Maxillo-Facciale di Niguarda, membro del team specializzato in traumatologia d’urgenza che ha curato Victor Osimhen nelle scorse ore, ha parlato dell'infortunio del calciatore nigeriano ai microfoni della Gazzetta dello Sport.

Osimhen, parla il dottor Canzi

 Victor Osimhen (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Le parole del dottor Canzi, medico che ha curato Osimhen:

“Lo zigomo è un osso dalla morfologia tridimensionale complessa, che assume rapporti con numerose altre ossa della porzione centrale dello scheletro facciale. Forma parte dell’orbita, la cavità ossea che contiene l’occhio proteggendolo. Le fratture composte di zigomo e orbita non richiedono generalmente intervento chirurgico, ma si prescrive un periodo di riposo in attesa che le ossa consolidino spontaneamente. Una frattura scomposta è invece già spesso riconoscibile alla palpazione durante la prima visita con lo specialista: si percepisce un appiattimento della guancia, con uno scalino osseo sui margini dell’orbita. Per averne la conferma, e per progettare un adeguato planning chirurgico, serve comunque una Tac”.

Quali sono le conseguenze? 

“In regime di urgenza, raramente, queste fratture possono procurare danni alla vista. A distanza di qualche ora compaiono gonfiore ed ematomi, che possono camuffare la presenza di alterazioni della posizione dello zigomo e quindi della simmetria facciale. Nei casi di maggior importanza si può associare l’alterazione della motilità del bulbo oculare, con percezione di una visione doppia (quella che gli specialisti chiamano diplopia), soprattutto se la posizione naturale dell’occhio subisce una variazione o se uno dei muscoli che lo muovono rimane intrappolato nella frattura. Possono associarsi inoltre limitazioni nell’apertura della bocca, per interferenza tra zigomo fratturato e mandibola. Infine spesso coesiste esserci una ridotta sensibilità alla guancia, al labbro e al naso, dovuta al coinvolgimento di un ramo superficiale del nervo trigemino”.

Quali le terapie previste per le fratture scomposte di zigomo e orbita?

“Si procede, nei giorni successivi se non vi sono urgenze di proteggere danni incombenti alla capacità visiva, con un intervento chirurgico in anestesia generale. Generalmente si fanno tre incisioni che ‘nascondiamo’ per non lasciare cicatrici visibili: una all’interno della bocca, una nella congiuntiva della palpebra inferiore ed una nella coda del sopracciglio. L’obiettivo è riportare lo zigomo nella posizione pre esistente (quella che tecnicamente si chiama ‘riduzione della frattura’) per poi mantenerlo al suo posto, stabilizzandolo con placche e viti miniaturizzate in titanio. Se necessario, contestualmente, si ricostruiscono le pareti orbitarie con materiali alloplastici (come griglie in titanio) o con innesti ossei”.

Quanto dura l’intervento?

 “Dipende dall’entità del danno da riparare: varia dai 30 ai 90 minuti circa. Oggi nei centri specializzati utilizziamo tecniche chirurgiche computer-assistite, che ci permettono di verificare già in sala operatoria la simmetria del risultato con un’accuratezza desiderata inferiore al millimetro. Così abbiamo la certezza dell’esito che avremo, sia per la funzionalità che per l’aspetto estetico, prima che il paziente si svegli dall’anestesia”.

E per la ripresa? 

“Non servono bendaggi o riabilitazione. In media il gonfiore si risolve spontaneamente in quattro o cinque giorni. Per la guarigione ossea servono quattro settimane. La ripresa della normale vita lavorativa dipende strettamente dall’attività svolta: un impiegato che deve stare al computer può tornare in ufficio anche dopo una settimana, un pugile per salire sul ring è bene che attenda un mese. L’importante, ovviamente, è non subire ulteriori traumi al volto”.