Prende parole il presidente della regione Campania Roberto Fico:
""Che emozione vedere la maglia del Napoli e festeggiare questi 100 anni di storia! Molto significativi e importanti, ogni gol e ogni momento ricorda momenti personali. Potrei citarne mille. Se andiamo sul tecnico rispetto alle cose che ci siamo detti nei nostri incontri, ci sono dei problemi strutturali sulla questione stadio rispetto all'impegno pubblico: il fondo più ricco che abbiamo con un programma ambizioso, solo per l'idea di ristrutturare l'Arechi di Salerno, è stato detto che non si potevano usare quei soldi di quel fondo per uno stadio. Era già successo a Firenze. L'Europa ha detto 'no' all'uso di quei soldi. Il fondo di sviluppo FSCI, avere delle cifre grossissime in una programmazione di 8 anni tolto a tutto il resto, diventa complesso. Va fatto privatamente con aiuto delle istituzioni. Ipotizziamo la ristrutturazione del Maradona. Serve un disegno nazionale sugli stadi o un investimento privato, altrimenti diventa complicata la situazione".
Riprende la parola il presidente De Laurentiis:
"Roberto invito te e il sindaco per un incontro che faccia una disamina sulla convenienza se conviene ristrutturare il Maradona che convenga il Napoli, perché con il terzo anello non accontenterai i tifosi a cui toglierai un pezzo, poi un pezzo, poi un pezzo. Bisogna capire se conviene ristrutturare il Maradona o fare un nuovo stadio. Perché se il Maradona ristrutturato non dovesse essere foriere di introiti atti a far sì che calcio Napoli non può essere competitivo con le squadre del Nord dobbiamo dire a i tifosi che non possiamo più essere competitivi come abbiamo fatto negli ultimi 22 anni. Per me la matematica è una scienza esatta, ma bisogna conoscere i numeri primi. Le bugie prima o poi vengono fuori".
Il presidente Fico riprende la parola per un saluto finale:
"Faccio gli auguri al Napoli e alla società di De Laurentiis, anni importantissimi per le vittorie. Tanti i meriti della società, grazie e forza Napoli!".
Prende la parole Leonardo Massa, Country Manager Italia di MSC Crociere:
"Celebrare sulla nostra ammiraglia il centenario del Napoli mi porta a pensare come abbiamo navigato insieme col Napoli in questi anni. Festeggiando due scudetti e i valori raccontati ci rappresentano in maniera perfetta. Come il tema della sostenibilità, ambientale in particolare: un tema che cresce nell'azienda. Questa crociera è una delle più sostenibili in assoluto al mondo, con le tecnologie più avanzate per diminuire l'impatto ambientale. Noi navighiamo ovunque nel pianeta, dal Giappone al Brasile all'Alaska, in molti ci chiedono la maglia del Napoli. Il club ed MSC rappresentano al meglio i valori di questa città".
Prende la parola Nicola Arnone:
"Le aziende della mia famiglia hanno fatto la storia del beverage italiano e con il Napoli c'è sempre stato un legame speciale. Da bambino ricordo una partita del Napoli contro la Juventus al Collana. Ricordo i tifosi seduti e il dispiacere di mio nonno per i cartelli coperti. Con il presidente abbiamo intrapreso un percorso anche con il Bari. Napoli la portiamo nel cuore anche per il rispetto e l'affetto che nutriamo per la tifoseria, poi sono 22 anni che collaboriamo con De Laurentiis. Spero personalmente di rivederci anche tra trent'anni. Sempre Forza Napoli".
Ora prende la parola Francesca Curci, Dongfeng Italia:
"Grazie al Napoli per averci scelto per questo Centenario. Noi siamo orgogliosi di essere qui sulla maglia del Napoli. Essere qui presenti in questo momento storico per il Napoli è molto importante, soprattutto perché è un momento particolare. In questi mesi questa partnership ci ha portato a tanto, abbiamo ancora tanti progetti"
Interviene ora Marta Leonori, responsabile commerciale Enciclopedia Treccani:
"Ringrazio il presidente. So cosa significa festeggiare un Centenario. Quando abbiamo immaginato il volume per questo anniversario non partivamo da zero, infatti abbiamo 7 volumi dedicati allo sport, di cui uno dedicato al calcio con importanti collaboratori. Per questo abbiamo voluto dedicare un volume al Napoli. Il calcio è un fatto sociale totale, un sistema che attraversa ogni strato della vita collettiva, poi c'è la passione di chi segue una squadra, difficile da capire per chi non la vive. Il calcio è un rapporto così intenso da essere paragonato ad una fede, è un legame trasversale, capi di stato, ragazzi e bambini, che indossano una stessa maglia. A Napoli per tanti anni e ancora oggi ha il nome di Maradona, l'enciclopedia lo descrive come un calciatore di un talento raro, un simbolo di Napoli. Treccani è tornato sulla sua figura in un ritratto che va oltre campo, che lo restituisce come fenomeno sociale e culturale. Maradona diceva sempre la sua giusto o sbagliata, alzando la voce, non era addomesticabile, ma per questo popolare e amato dai napoletani. Da questo nasce la collaborazione con il Napoli, la prima volta con un club. Non sarà un libro sul Napoli, ma su Napoli e il Napoli, per andare oltre i confini dello sport, per unire storia urbano, antropologia, cultura. Ci saranno i luoghi, i rituali, i risultati e i protagonisti, a partire da Maradona. Cento anni di una squadra, sono i cento anni di una città ed è questa la storia che vogliamo scrivere, sperando ci siano altre forme di collaborazione".
Interviene ora Valentina De Laurentiis:
"La prima maglia del centenario non nasce come una semplice commemorazione, è pensata per accompagnare il Napoli in questa stagione. Una scelta precisa, perché un anniversario come questo deve vivere ogni domenica in ogni campo con i tifosi. Serviva raccontare cent'anni di storia, racchiudere in un unico capo l'identità del popolo e del club. La prima domanda è stata: da dove si riparte quando si celebrano cent'anni? Ci siamo ispirati alla maglia che più vive nella memoria collettiva dei tifosi, quella degli anni '80, del primo scudetto. Con l'iconica trama in maglina. Maglia autentica, essenziale, capace di evocare ricordi e senso di appartenenza. Con materiali diversi, tessuto tecnico che visivamente richiami la storica lanetta. Ma che mantiene le tecnologie moderne. Un omaggio rispettoso alla memoria del club. La semplicità è stato il filo conduttore dell'intero progetto: i simboli e il colore raccontano la storia. Sul cuore, c'è la celebrazione col Corsiero del Sole, simbolo di forza, continuità e rinascita; il secondo è il numero 100, che celebra il percorso e le vittorie; il terzo è l'infinito, un simbolo che non rappresenta il proseguimento della storia solo ma la volontà di avere un nuovo punto di partenza per il prossimo secolo del Napoli; il quarto elemento è l'attuale logo della SSC Napoli. Non l'abbiamo scelto diverso perché racconta una storia che continua: il logo attuale ci racconta, senza perdere il legame con l'identità, il presente. Proiettato al futuro ma sulle fondamenta del passato, grazie".
De Laurentiis risponde ai giornalisti:
"Ho scelto un allenatore che ha vinto moltissimo in Italia e che è arrivato a due finali di Champions, dando continuità quindi a ciò che abbiamo fatto. Noi lo presenteremo il 14 alle 11.15 al Teatro San Carlo e lì ci sarà un dibattito con le vostre domande. Ho ricevuto tante proposte di giocatori, ma il Napoli ha 47 giocatori e almeno 25 ne devono uscire prima di cominciare ad acquistare. Se ci sono dei buchi serve acquistare, ma se ci sono già più giocatori per ogni ruolo. Poi bisogna parlare con l'allenatore per capire, ognuno ha la sua metodologia, Allegri è aziendalista e con lui andremo molto d'accordo"
Sulla sostenibilità della società risponde ancora De Laurentiis:
"Secondo me non dovremmo comprare nessuno e venderne tanti".
Domanda per Valentina De Laurentiis:
"Rappresentando la forza e la vitalità il Corsiero mi ha ispirata molta, è uscito tutto naturalmente. Il mio gruppo di lavoro ha messo in atto le mie tante idee e li ringrazio molto per aver dato ordine alle mie idee".
Ancora De Laurentiis:
"Baracca aveva usato il Corsiero sul sue aeroplano, poi Ascarelli lo ha utilizzato, poi Ferrari e anche la Porche hanno usato il cavallo. Poi per i cinesi è l'anno del cavallo, abbiamo anche uno sponsor di un'auto cinese, più coincidente di queste. Mio padre quando ero bambino mi portava a vedere le corse di cavalli poi quando facevamo le riunioni di sceneggiatura, mi portava alle corse, rovesciava una mare di soldi e scommetteva bene. Il cavallo è stato un po' un nostro simbolo, poi è il simbolo di Max Allegri. Anzi Max mi consigli dove prendere un cavallo così gli mettiamo il fantino con la maglia azzurra.
De Laurentiis ancora:
"La maglia sta bene a qualunque calciatore che indossi la divisa con un senso di appartenenza forte".
Domanda ad Edoardo De Laurentiis:
"Orgoglioso di quanto fatto, nel 2004 non avevamo nemmeno i palloni, la sede era l'Ariston di Paestum, poi abbiamo galoppato arrivando a vincere due scudetti, arrivando al Corsiero del Sole, Complimenti soprattutto a mio padre, poi a tutti gli allenatori e chi ha indossato questa maglia, sperando che tra 100 anni saremo ancora noi".
Altra domanda per Valentina De Laurentiis:
"Avremo la prima, seconda e terza per il campionato uguale in Champions. Avremo una terza maglia per la Champions spettacolare. Poi ci sarà la maglia Halloween e probabilmente una collaborazione, ma non posso ancora sbilanciarmi"
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