Gattuso: “La squadra ha scelto di andare in ritiro. Abbiamo meritato i fischi, mancano orgoglio e cattiveria”

di Sabrina Uccello

Rino Gattuso è intervenuto in conferenza stampa dopo Napoli-Fiorentina: “Ho parlato con la squadra, la squadra ha deciso di andare in ritiro stasera. E’ stata una decisione loro. Ero straconvinto che oggi potessero fare la partita, ma è venuta fuori una prestazione imbarazzante. Il primo responsabile sono io. Squadra piatta, in confusione. La delusione più grande è mancanza di veleno, di voglia. Ci puntavano sempre almeno 2-3 calciatori. Non bisogna focalizzarsi più solo sul gioco, ma sul veleno, sull’essere squadra. Oggi non ho visto la squadra ed è la mia più grande delusione. C’è grande rammarico e delusione da parte mia. La più grande responsabilità è mia e del mio staff”.

Gattuso sullo spogliatoio

“Dobbiamo dimenticare tutto quello che è successo. Non dobbiamo andare alla ricerca delle multe, dei tifosi che non cantano. Dobbiamo cercare di uscire da questa situazione, stiamo giocando col fuoco. A me è capitato che in tanti anni non sono uscito con dei giocatori, ma in campo mettevo l’anima per loro. E’ una questione di orgoglio e amor proprio. Dobbiamo andare alla ricerca di questo, perché siamo dei privilegiati perché un gioco è diventato un lavoro. Veniamo pagati profumatamente. Bisogna dirsi le robe in faccia: puoi stare sulle palle 5-6 giorni, ma poi tutto quello che metti a disposizione dei compagni torna indietro”.

La seconda parte di stagione

“Dobbiamo imparare a tenere il campo, ad annusare il pericolo e a giocare da squadra. Ho visto come abbiamo preparato la sfida e mi riesce difficile capire quello che è accaduto oggi. In allenamento la squadra dà tutto, quindi mi viene difficile dare una spiegazione. Oggi per me è difficile. E’ stata una roba bruttissima. Ci può stare giocar male, ma non ci può stare che la squadra di Gattuso non tiri fuori orgoglio e cattiveria, non tiriamo una scarpata, niente… Però dobbiamo essere bravi a capire in che frullatore siamo messi. Ho la sensazione che non tutti l’abbiamo capito”.

Black out contro la Fiorentina

“Non so come sia accaduto, faccio fatica a capire. Ieri ero convinto che potessimo fare la grande partita. E’ difficile dare spiegazioni. In questo momento bisogna andare alla ricerca di un qualcosa a livello caratteriale. Abbiamo parlato sempre di gioco, invece oggi bisogna dare la proiorità al veleno. In questo momento si poteva parlare di prestazione, ma bisogna rivedere qualcosa non solo a livello tecnico-tattico ma anche di squadra. Non siamo una squadra, in questo momento. Alle prime difficoltà scompariamo dal campo”. 

La strategia di Gattuso

“Dobbiamo ragionare da squadra. Qua si fa fatica a vincere e bisogna imparare a farlo in maniera diversa rispetto al passato. Voglio parlare con la squadra, guardare i calciatori in faccia. Non mi voglio dimettere, sapevo a cosa venivo incontro qui. Potevo andare altrove, a me piace combattere e cercare la soluzione. La mia bravura deve essere trovare la chiave per entrare nella testa dei calciatori e capire chi ha testa e voglia giusta. Per far venire i tifosi allo stadio bisogna far venire qualcuno più bravo di me, perché conosco poco dei motivi che li hanno allontanati. E’ facile però parlare di multe e tifosi, ma questa roba bisogna metterla da parte. Si stanno giocando il futuro calciatori con carriera importante. Noi oggi dobbiamo cercare come uscirne”.

La scelta di Luperto

“Volevo cambiare il meno possibile, siccome Manolas e Di Lorenzo hanno fatto bene nelle ultime gare. Non volevo cambiare 3 uomini in 3 posizioni. Mercato? Non so cosa arriverà. Extracomunitari non se ne possono prendere, se non esce qualcuno. C’è una lista e bisogna rispettarla, quindi è ancora più difficile”.

La reazione di Allan

“So perché è arrabbiato. Perché non sta bene fisicamente, sta dando il massimo e sta giocando ma ha dei piccoli problemini. C’è grande delusione da parte mia, ma non ci ho parlato. Ho affrontato altri discorsi, ne parleremo domani”.

Gattuso su De Laurentiis

“Mi piace metterci la mia faccia. Oggi stiamo parlando dei risultati sportivi e l’unico responsabile sono io, che sto faticando coi risultati. E’ giusto che parli io. Se poi il presidente vorrà parlare… A me farebbe piacere vincere le partite e parlare di altre cose. Mi serve recuperare i calciatori, vincere una serie di partite. Il resto non serve, perché so di fare un mestiere in cui vengo giudicato. Col presidente mi sento tutti i giorni”.

Le idee tattiche di Gattuso

Sappiamo che abbiamo speso tanto a livello fisico, abbiamo cambiato modo di lavorare. Qualche giocatore non era al 100% e lo sapevamo. In questo momento per uscire bisogna rispettare gli avversari, non avere la puzza sotto al naso, adottare qualcosa di diverso. Per adesso non ho dato nulla perché contano i risultati, il mio apporto ad oggi è stato zero”.

Il momento più difficile

Mi aspetto che nelle prossime gare si faccia meglio di oggi. E’ stata una partita imbarazzante, meritavamo fischi e pomodori. Spero di non vederla mai più una prestazione così. E’ difficile e imbarazzante spiegarsi, mi aspetto di far vedere veemenza, voglia e senso di appartenenza.”

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dall’inviata al San Paolo,
Sabrina Uccello

 

 

 

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  1. lenir56 - 9 mesi fa

    Odio gli allenatori che dicono sempre : la colpa è mia” Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità e l’allenatore deve cazziare anche il Presidente al bisogno. Non servono i finti duri, ma uomini veri con gli attributi veri, che non accettano compromessi squallidi pur di ottenere una panchina o un tornaconto, ma che facciano bene il proprio lavoro a costo anche di dimettersi in caso di indottrinamenti da parte dalla società.

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