Galliani insidia Malagò, è scontro ai vertici della FIGC: come funziona il voto
Adriano Galliani e Giovanni Malagò si sfideranno in una corsa che, il 14 dicembre, porterà all'assegnazione della carica di presidente della FIGC.
Una poltrona per due
Nella giornata di ieri è stata ufficializzata la candidatura di Adriano Galliani, ex AD di Milan e Monza, che nei giorni scorsi si è tesserato per l'Enotria 1908. Un' entrata di scena a sorpresa che ha scombussolato i piani di Giovanni Malagò, attuale commissario straordinario della FIGC, tesseratosi anche lui da poco con l'Aniene calcio a 5, sicuro di vincere le elezioni.
Il supporto verso GallianiIl Condor parte con la fiducia di Assocalciatori (AIC) e Assoallenatori (AIAC), le due componenti sindacali che hanno lanciato la sua candidatura (per candidarsi in FIGC) è necessario avere il via libera di almeno una componente federale e che in assemblea elettiva valgono sommate il 30%. Lo Squalo (nome datogli simpaticamente da Gullit) parte anche dall'appoggio di diversi club di Serie A, ci sono sicuramente Atalanta, Cagliari, Como, Inter e Milan; ancora incerte Juventus, Lazio, Sassuolo e Venezia.
La Serie A vale il 18% , ma ogni squadra vota per sé e la firma non impegna al voto. Galliani parte realisticamente tra il 34 e il 37% dei voti.
Adriano Galliani
Il supporto verso MalagòIl commissario straordinario della FIGC presenterà in giornata la propria candidatura, con 11 firme di club di Serie A: Bologna, Fiorentina, Frosinone, Genoa, Lecce, Monza, Napoli, Parma, Roma, Torino e Udinese. Di solito in A l'effetto maggioranza trascina anche le altre società, non è scontato quindi che i club diventino 14/15, ma ricordiamo che firmare non equivale a votare. In questo caso Malagò parte orientativamente da una base elettorale attorno all' 11/12%.
Come si vota all'interno della FIGC
Riassunto per capire il funzionamento del voto:
Serie A, 18% - 20 delegati (ogni voto vale 4,644 per una somma complessiva di 92,88)Serie B, 6% - 20 delegati (ogni voto vale 1,548 per una somma complessiva di 30,96)Lega Pro, 12% - 56 delegati (ogni voto vale 1,105 per una somma complessiva di 61,902)LND, 34% - 99 delegati (ogni voto vale 1,772 per una somma complessiva di 175,428)Calciatori, 20% - 52 delegati (ogni voto vale 1,984 per una somma complessiva di 103,168)Allenatori, 10% - 26 delegati (ogni voto vale 1,984 per una somma complessiva di 51,584)
Perché la LND (Lega Nazionale Dilettanti) vale il 34%Storicamente, i Dilettanti hanno sempre votato insieme a calciatori e allenatori. Quando AIC e AlAC si schierarono con la Lega Serie A in favore di Malagò, ha portato a una frattura molto profonda con la LND. Giancarlo Abete, attuale presidente della LND è in aperto conflitto con Malagò. Lo scontro politico e dirigenziale tra Abete e Malagò è uno dei dualismi più profondi e duraturi ai vertici dello sport italiano, riaccesosi proprio nel 2026 per il controllo del calcio nazionale. La rivalità tra i due, che va avanti da oltre 13 anni. Ciò permetterebbe a Galliani di avere ulteriore manforte.
Già solo il comitato lombardo della LND, che da solo vale il 3,8% dei voti, e le varie formazioni lombarde dislocate nei campionati di B e C potrebbero, da sole, garantire la vittoria a Galliani.
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