Il fuoriclasse belga ha accontentato Allegri che gli aveva chiesto di fare qualcosa in più

Kevin De Bruyne ha vinto tutto in carriera ed è considerato uno dei centrocampisti più forti degli ultimi 15 anni, eppure qui a Napoli è sempre stato sottoposto a critiche, chi dice che non corre, chi che non ha più il suo tocco magico, ma i fatti forse dicono altro. Contro il Bologna è stato tra i migliori in campo accontentando le richieste di Allegri. L'edizione odierna de Il Mattino ha analizzato la sua prestazione contro gli emiliani sottolineando il grande lavoro svolto dal fuoriclasse belga. A seguire un estratto dell'articolo.

De Bruyne ha preso per mano il Napoli: campione senza affanno tra corsa e qualità

"11 chilometri corsi in giro per il campo. A trovare lo spunto giusto, la zolla migliore. A cercare di mettere in moto il Napoli con il suo destro. Kevin De Bruyne, a un certo punto, ha capito di doversi caricare il Napoli sulle spalle. Lo ha capito perché di partite ne ha giocate così tante da poterne odorare il vento in anticipo. Ma anche perché, dalla panchina, era stato proprio Allegri a chiederglielo. A chiedergli di prendere le redini della squadra e le responsabilità principali. Ha sfiorato un gol nel primo tempo, ha fatto lo stesso anche nella ripresa. Non c'è riuscito a bissare il risultato di Genova, ma dal suo destro è partita l'azione che ha portato Lobotka a decidere il match. Roba da De Bruyne, nulla di più: il belga è il secondo calciatore azzurro con più tocchi in assoluto in tutto il match. Solo Spinazzola ne conta di più: 85 contro 87. E questo perché il terzino azzurro è tra i più coinvolti nella manovra, soprattutto quando a sinistra c'è Vergara e non Lang. Ma soprattutto Kevin si prende la scena tagliando il campo, aggredendo l'avversario, correndo all'indietro per coprire zone di campo che non sarebbero nemmeno le sue. Ma lo fa con l'entusiasmo dei ragazzini e con la voglia di chi vuole dimostrare ancora.
De Bruyne Napoli

Il secondo non puoi fermarlo. Il tempo scorre anche per Kevin, come la sua età. Ma come contro l'Arsenal anche col Bologna spiega in campo quello che fuori sembra difficile da capire. E poi c'è lo spazio: nel primo tempo, De Bruyne gioca a ridosso di Hojlund, spesso quasi sulla stessa linea come a fare da partner fisso d'attacco. Poi la partita cambia e cambia pure la possibilità di vederlo lì: il Bologna si chiude, alza la linea difensiva, prova a impedire qualsiasi attacco. E allora e De Bruyne "scappa" indietro, torna a giocare in zona che lo avevano visto protagonista con Conte un anno fa. A ridosso della propria area di rigore, giusto avanti ai centrali che fungono da prima risorsa di impostazione. È quello il modo giusto di sfruttare De Bruyne? È giusto chiedergli di arretrare la manovra aumentando i metri tra sé e la porta? La risposta forse non l'abbiamo ancora, ma il De Bruyne che gioca a ridosso dell'area degli avversari era piaciuto per tutto il primo tempo, svariando sul fronte e spostandosi quando Vergara ne aveva bisogno. I dubbi della vigilia restano: il Napoli è pronto a capire De Bruyne? De Bruyne è pronto a "spiegare" al Napoli quello che può osare in questa stagione? Come per il Napoli intero, il tempo fino alla sosta potrà dare le giuste risposte. Per ora resta il risultato: e l'1-0 che porta il sorriso di Lobotka sa anche di firma di De Buyne".

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