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D’Agostino: “Spalletti sta dando una mentalità al Napoli. Bonucci, che brutto gesto”

SIENA, ITALY - DECEMBER 22: Gaetano D'Agostino of AC Siena fights for the ball with Lorenzo Insigne of SSC Napoli during the Serie A match between AC Siena and SSC Napoli at Stadio Artemio Franchi on December 22, 2012 in Siena, Italy.  (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

L'ex giocatore Gaetano D’Agostino, attuale allenatore della Vibonese, ha rilasciato alcune dichiarazioni a 1 Station Radio sui temi attuali del calcio italiano

Tony Sarnataro

L'ex giocatore Gaetano D’Agostino, attuale allenatore della Vibonese, ha rilasciato alcune dichiarazioni a 1 Station Radio sui temi attuali del calcio italiano. A seguire le sue principali parole.

Le parole di D'Agostino

 (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images)

"L'Inter ha meritato la Supercoppa anche se non ci sono state grandissime occasioni. In Italia c'è un problema di base, sia da giocatore che allenatore e su cosa significa essere giovani: si fa fatica a puntare su di loro, perché alla prima critica anche dei tifosi la società si impaurisce e li manda in prestito. Inzaghi però ha più di 200 partite in Serie A, all'estero anche ce ne sono tanti che stanno facendo bene. Io giudicherei più la bravura ed il bagaglio dell'allenatore più che l'età. Bonucci? Io pensavo che fosse un addetto della Juventus, perché Bonucci doveva entrare. Ho visto come flash che si arrabbiava con qualcuno, pensando fosse un bianconero, invece era dell'Inter. La dinamica non la so, cosa ha potuto suscitare in Bonucci. Vederlo così, è stato sgradevole da vedere. Dispiace vederlo fare dal capitano della Nazionale ed il secondo della Juventus, è un punto di riferimento per i più giovani e quindi mi piacerebbe vedere il fair play anche in campo. Arrivare alle mani è sempre brutto, perché i giovani poi emulano. Mourinho? La domanda che bisogna porsi a Roma è una sola: come mai si vince ogni 20-25 anni. Sono passati Di Francesco e Fonseca, anche Capello ha detto che dopo un anno ancora si festeggiava mentre al nord è normale farlo. Per me non ha una rosa competitiva per arrivare al quarto posto, dal mercato non arrivano segnali forti. Lì il problema è la mentalità e non l'allenatore: mi dispiace dirlo, ma ogni volta si massacra l'allenatore e quindi avere la forza di resettare tutto".

Sul Napoli

 (Getty Images)

"Anche a Roma i tifosi stanno dando un segnale forte a Mourinho. Loro vanno sempre educati, perché se prendi un allenatore top devi poi fargli una squadra top. Non si possono investire 15 milioni l'anno e poi non fargli una squadra competitiva per i primi tre posti. Spalletti sta facendo un lavoro su una squadra già collaudata, dando i suoi principi e mentalità. Lui è il primo ad essersi innamorato di Napoli, si vede dalle interviste. Se un tifoso sente parlare di 'vincere lo scudetto' è normale che poi dopo due sconfitte inizi a contestare. Se invece proponi un progetto, il tifoso si accoda e si sente parte di un progetto. Fabian Ruiz? Spalletti gli ha dato determinati compiti ma anche la libertà di poter agire. Lo sta usando per uscire dalla prima pressione avversaria e poi da centrocampo in poi si trova la posizione da solo. Bisogna dargli la libertà di espressione, altrimenti si sente soffocato. Spalletti sta facendo un grandissimo lavoro, quando ci sono giocatori con estro non bisogna mai toglierglielo, altrimenti calano mentalmente. Fabian Ruiz - conclude D'Agostino - può giocare da centrocampo in poi in tutti i ruoli, l'allenatore lo sta ottimizzando per cercare la superiorità numerica con le sue geometrie".