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Cucci sul Napoli: “Ecco come bisogna approcciare contro le più piccole”

NAPLES, ITALY - DECEMBER 22: Martin Erlic of Spezia Calcio tackles Andrea Petagna of SSC Napoli during the Serie A match between SSC Napoli and Spezia Calcio at Stadio Diego Armando Maradona on December 22, 2021 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Italo Cucci, giornalista, è intervenuto sulle difficoltà del Napoli nelle ultime partite ai microfoni di Radio Punto Nuovo

Luigi Orti

Italo Cucci, giornalista, è intervenuto a Radio Punto Nuovo durante la trasmissione Punto Nuovo Sport Show. Il tema principale: le difficoltà del Napoli nelle partite contro le squadre più "piccole".

Le parole di Italo Cucci sulle difficoltà del Napoli

 (Photo by Getty Images)

Di seguito le dichiarazioni del giornalista a Radio Punto Nuovo:

"Davanti a certi episodi resto stupito perché non si può non conoscere la storia degli ultimi 10 anni del Napoli che soffre affrontando le squadre cosiddette piccole. Io sono Spalletti, mi informo e quando arrivano le squadre inferiori mi metto nello spogliatoio e allarmo la squadra. Conosco il Napoli a memoria e mi permetto di dirlo. Hanno il preparatore dei portieri, degli attaccanti, il tattico, così l'allenatore deve fare le conferenze stampa e prendersi le responsabilità. Spalletti non è sopravvalutato".

Su Andreazzoli e su Sarri

"Bisogna conoscere anche gli avversari. Andreazzoli è l'unico in Italia che fa l'allenatore per divertirsi, quando lo mandano via non gliene importa perché alla fine lo richiamano. Non è un professionista ma fa il calcio come lo faceva prima Sarri che si divertiva. Quando arrivò Maradona in Italia, Sarri giovanotto lo andava a vedere divertendosi come un bambino. Poi arrivano gli ingaggi importanti e tutto cambia".

Su Insigne e Dybala

"Insigne e Dybala se ne vadano. Per un adoratore come me è una tristezza. Io vado a Toronto, finisco nell'ombra come dice Giovinco, prendo tanti di quei soldi che vivo miliardario a vita. Gli ingaggi che ti danno ora non sono per giocare a calcio ma per mantenere la famiglia. Non c'è più di mezzo il calcio perché io a Napoli resto tutta la vita se mi restano 8 milioni di euro l'anno più benefit. Messi che è andato a Parigi è più o meno la stessa cosa. Quando i qatarioti avranno vinto, il PSG tornerà a essere una squadra di provincia e intanto Messi e la moglie penseranno 'Siamo a Parigi, abbiamo 200 milioni in banca, chi se ne frega di correre dietro ad un pallone'".