Le parole del giornalista sportivo nel suo editoriale
Corbo lancia l'allarme: "De Laurentiis intervenga, servono tre acquisti a gennaio"
Il giornalista Antonio Corbo nel suo editoriale per Repubblica, richiama il presidente azzurro sulle criticità della gestione sanitaria e del mercato, chiedendo interventi concreti per evitare che la squadra resti in difficoltà.
Corbo sul Napoli: infortuni e mercato, perché serve l'intervento di De Laurentiis
"Il presidente è chiamato a gestire una crisi mai così grave a memoria sua, ancora di più perché la conosce meno degli altri. Perché ci sta dentro. Perché è uno dei quattro che l'hanno aperta. Con Allegri che ha accettato una squadra vecchissima e lacerata da 43 infortuni senza garanzie, con Manna che ha rinnovato il suo contratto e non la squadra, sottovalutando età e usura, con Chiavelli amministratore delegato per assenza colposa quando c'era da rifare il piano industriale. Se non lui, chi se lo davano all'estero anche alla festa del Centenario? Si sa che andrebbe scalzo al più lontano santuario per risparmiare. Lodevole. Ma è una vocazione che in una impresa chiede qualche deroga. Come insegnava De Laurentiis fino a poco fa. La sua avarizia era creativa e costruttiva. Quando c'era da investire su Cavani, Lavezzi, Hamsik, Meret, Mertens, Higuain, Callejon, Albiol, Allan, Fabian Ruiz, Osimhen e Kvaratskhelia non si è mai tirato indietro. Né Chiavelli l'ha fermato. Oggi è il momento di agire. Ed il protagonista di 22 fantastici anni di calcio, i migliori tra i cento che sta celebrando, è in grado di intervenire. Se la società è integra, dopo la precedente purtroppo fallita dopo due scudetti, può rimettere in ordine la spesa corrente senza miope parsimonia. Aurelio De Laurentiis è chiamato a risolvere la crisi più grave della sua presidenza. Se è ancora uomo di ambizione e visione tocca a lui. L'analisi porta a infortuni e mercato. In Europa aumentano gli infortuni, perché il calcio è più veloce. Va dai passisti agli scattisti. Accelerazioni e decelerazioni sono più intense e frenetiche. Nel Napoli va peggio per il rapporto inadeguato tra carichi di lavoro ed età avanzata dei muscoli. Il generoso Politano a 33 anni ha giocato in 14 campionati di serie A, Coppe e Nazionale escluse, 470 partite. Ci si interroga sulla comunicazione tra staff del club, delle nazionali e consulenti dei singoli giocatori. Da lontano osservano docenti e allievi dell'Università. Non si sa perché con Alfonso De Nicola, fisiatra, il Napoli aveva il record dei giocatori disponibili in ogni gara e dall'anno scorso ha il primato contrario di indisponibili. Ultimo a far volare la squadra senza infortuni è stato Franco Sinatti. Portato da Sarri, lo conferma Spalletti, trattenuto da De Laurentiis, oggi nella Juve. Sbrigativo il metodo per migliorare lo staff sanitario: eliminato il primo medico, doppio lavoro per il vice, risparmio sicuro ma con quale risultato? Non si è capito perché Hojlund e De Bruyne siano straripanti nelle rispettive nazionali e nel Napoli inermi oppure quasi. Il mercato. Va integrata subito la rosa con acquisti mirati. Un attaccante e due centrocampisti. È un alibi rovinoso spendere poco perché prima si è speso troppo. Ancora peggio collegare le ristrettezze economiche con il mancato uso in esclusiva dello stadio. Una ripicca o masochismo? Che De Laurentiis voglia cedere o rilanciare, è scelta sua. Delicata sul piano economico, umano, familiare. Che lasci andare il suo Napoli alla deriva no, è impensabile. È il presidente del Centenario, di due scudetti e di un club virtuoso. Avanti, batte la sua ora".antonio corbo
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