Mertens: "Napoli è casa mia. De Bruyne può ancora essere decisivo"
—De Bruyne un anno fa firmò per il Napoli e si scrisse che, prima di venire, aveva chiamato Mertens. Come andò? «Mi chiamò e non mi sbilanciai, volevo che la decisione fosse sua. Gli ho solo detto che Napoli è uno spettacolo, una città bellissima in cui ci si diverte. Diciamo che passare da Manchester a Napoli ti cambia la vita...». E ora che ci sono voci sul possibile addio... che cosa gli diciamo? «Io gli direi di restare, perché può ancora fare la differenza. In questa prima stagione ha avuto problemi fisici, ma all’inizio era andato forte». Napoli. Un rumore che la rappresenta? «Il suono del mare dal terrazzo di casa». Se dovessimo cambiare una cosa di Napoli, che cosa sarebbe? «Nulla, Napoli va presa com’è, ha cose brutte ma anche quelle ti fanno innamorare». Sarri è andato vicino a tornare. Quanto sarebbe stato bello? Davvero fumava 5 pacchetti al giorno? «Sarebbe stato bello, è chiaro. Per le sigarette… sì, erano tante, ma non le fumava tutte. Ne accendeva una, si metteva a parlare e la lasciava lì. Oppure la spegneva e ne accendeva un’altra». Due domande per chiudere. Una cattiva e una bella. La cattiva: il compagno più scarso di sempre?«Tanti erano scarsi... (e ride) Dai, ne dico uno simpatico, così non si offende: Pavoletti era fortissimo di testa ma con i piedi era scarso». Quella bella: avendo una giornata da passare con Maradona, meglio andare a giocare a calcetto, a padel, a cena o in giro col camper? «A padel! Lui a destra, come i mancini, io a sinistra. Ho visto i video, era forte anche con la racchetta…».
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