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calcionapoli1926 interviste Mertens: “Napoli ti cambia la vita, mi manca! De Bruyne deve restare. Sul Belgio…”

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Mertens: “Napoli ti cambia la vita, mi manca! De Bruyne deve restare. Sul Belgio…”

mertens raspadori
Le parole dell'ex attaccante azzurro
Francesco Giovinazzo

Dalla vita dopo il calcio al legame con Napoli: Dries Mertens si è raccontato in una lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport.

Mertens: "Il Belgio può sorprendere al Mondiale. Ecco cosa voglio fare ora"

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Che è successo dopo il ritiro di un anno fa? «Ho girato il mondo con la mia famiglia. Indonesia tre mesi, Australia tre mesi, Cina uno. In Australia abbiamo girato in camper». Mertens guida turistica. Un posto da consigliare? «Byron Bay: spiagge leggendarie... e puoi campeggiare sul mare». E un po’ di calcio? «Qualcosa. Ho giocato la partita di addio di Hamsik, poi la partita delle Napoli Legends con cui sono tornato al Maradona». Con un gol quasi da centrocampo... «Un tiro in porta dai, quasi normale. Era la prima palla che calciavo da una vita, non gioco nemmeno con i miei figli per strada. Mi sono un po’ stancato del calcio e non so che cosa farò ora. Ho voglia solo di giocare a padel e devo imparare a giocare a destra: non sono abbastanza bravo per stare a sinistra». Prevediamo il futuro di Dries Mertens. Da 1 a 10, quante chance di diventare allenatore, direttore sportivo o procuratore? «Allenatore 5. Direttore sportivo 8. Agente 0». E pizzaiolo? «Dieci». Continuiamo coi pronostici, chi vince il Mondiale? «La Francia o la Spagna». E il Belgio? «Abbiamo giocato molto giovani, abbiamo cambiato tanto e in un torneo così non si sa mai. Possiamo arrivare in fondo e magari vincere, ho visto il 5-0 alla Tunisia e la squadra mi è piaciuta. Rispetto al passato ci sono meno aspettative ed è un vantaggio: senza stress si gioca meglio». Chi deve giocare davanti, Lukaku o De Ketelaere? «Rom sta tornando e Charles sta bene: io dico di farli giocare insieme». Il Mondiale richiama per tutti i ricordi d’infanzia, giusto? «L’urlo di Maradona nella telecamera nel ‘94 mi impressionò. Diego era forza e personalità». Era più fortunato il Mertens ragazzino che aveva tutta la vita davanti o il Mertens di oggi? «Direi quello di oggi, anche se da piccolo giocavo a calcio tutto il giorno ed era bello. Mio papà mi portava agli allenamenti, andavo a scuola, alle 18 mi allenavo, alle 20.30 tornavo a casa e con quel traffico non c’era tempo per nulla. Mio papà mi ha insegnato tutto, è stato tutto per me». Non male pensare di aver poi giocato il Mondiale con il Belgio... «Il 2018 è un rimpianto: abbiamo perso con la Francia una partita chiusa, decisa da un episodio. Il momento più bello è il gol all’Algeria nel 2014: stavamo perdendo 1-0, sono entrato all’intervallo e ho segnato. Mi hanno mandato le immagini dei maxischermi in Belgio, la gente che festeggiava».


Mertens: "Napoli è casa mia. De Bruyne può ancora essere decisivo"

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De Bruyne un anno fa firmò per il Napoli e si scrisse che, prima di venire, aveva chiamato Mertens. Come andò? «Mi chiamò e non mi sbilanciai, volevo che la decisione fosse sua. Gli ho solo detto che Napoli è uno spettacolo, una città bellissima in cui ci si diverte. Diciamo che passare da Manchester a Napoli ti cambia la vita...». E ora che ci sono voci sul possibile addio... che cosa gli diciamo? «Io gli direi di restare, perché può ancora fare la differenza. In questa prima stagione ha avuto problemi fisici, ma all’inizio era andato forte». Napoli. Un rumore che la rappresenta? «Il suono del mare dal terrazzo di casa». Se dovessimo cambiare una cosa di Napoli, che cosa sarebbe? «Nulla, Napoli va presa com’è, ha cose brutte ma anche quelle ti fanno innamorare». Sarri è andato vicino a tornare. Quanto sarebbe stato bello? Davvero fumava 5 pacchetti al giorno? «Sarebbe stato bello, è chiaro. Per le sigarette… sì, erano tante, ma non le fumava tutte. Ne accendeva una, si metteva a parlare e la lasciava lì. Oppure la spegneva e ne accendeva un’altra». Due domande per chiudere. Una cattiva e una bella. La cattiva: il compagno più scarso di sempre?«Tanti erano scarsi... (e ride) Dai, ne dico uno simpatico, così non si offende: Pavoletti era fortissimo di testa ma con i piedi era scarso». Quella bella: avendo una giornata da passare con Maradona, meglio andare a giocare a calcetto, a padel, a cena o in giro col camper? «A padel! Lui a destra, come i mancini, io a sinistra. Ho visto i video, era forte anche con la racchetta…».