Le parole del giornalista dopo la sconfitta a San Siro degli azzurri

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Inter-Napoli, secondo ko di fila per gli azzurri: le reazioni dei tifosi a San Siro VIDEO

Dopo il 3-2 dell’Inter a San Siro, Umberto Chiariello analizza la sconfitta del Napoli: “Non me la sento di prendermela con Allegri”. E rilancia: “Il Napoli lotterà per la zona Champions”. A seguire le parole del giornalista.

Chiariello: “Il Napoli c’è e lotterà per la zona Champions”

"È sempre un giorno molto difficile. Il giorno dopo bisognerebbe avere mente fredda e sgombra per fare analisi serene e più accurate. Perdonatemi, ma io questa sera sereno non sono. 24 ore non mi sono bastate per sbollire la delusione, la rabbia, il rammarico, il dolore profondo per quello che poteva essere e non è stato. Io non sono tra quelli che appartengono all'ala catastrofista del tifo napoletano.
editoriale chiariello

A Napoli ci sono tra l'altro un bel numero di sfascisti in servizio permanente effettivo, cioè quelli che sono profeti di sventure contenti di profetizzarle perché poi si mettono nella condizione ideale di dire: "Avete visto? Avevo ragione io". E se Napoli va bene: "Ma io sono tifoso, figuriamoci se non godo". E quindi a loro va sempre bene. Non va bene a me, devo essere sincero, questo modo di ragionare.

Bisogna assumersi delle responsabilità. La gente mi scrive: "Perché non attacchi il Napoli?" E secondo voi in un momento del genere io mi metto a spargere melma su una squadra che deve assolutamente reagire e che a San Siro ha fatto una signora prestazione? Perché io poi alla fine della fiera, ripenso ai gol sbagliati all'ultimo minuto da Neres, da Lucca ed Anguissa in tandem. Penso alla grande occasione sprecata dal Napoli sul 2 a 0, penso a Politano che si perde Di Marco, uomo della sua esperienza che fa anche quel fallo di mano nel primo tempo che poteva costarci il gol su punizione.

Penso a tante cose e il rammarico è profondo. Però alla fine a cosa mi aggrappo? Alla prestazione. Il timore che il Napoli dopo il Como fosse asfaltato dall'Inter, c'era tutto, perché l'Inter è una grande squadra ed è una delle grandi squadre d'Europa. Chi sottovaluta l'Inter sbaglia. L'Inter negli ultimi sei anni, da Conte in poi, grazie anche a quello che potrei definire doping finanziario, perché l'inizio del ciclo dell'Inter nasce da un evidente doping finanziario, quello di una società che all'epoca non era in condizioni di spendere e sapete com'è fatto Conte, quando arriva Conte bisogna investire tanto.

Si indebitò tanto. Poi ci sono stati due passaggi di proprietà, una dirigenza salda italiana, quella guidata da Marotta, che con tre allenatori ha vinto tre scudetti diversi. Qualcuno lo ha anche buttato via col Milan a Bologna e col Napoli, con la Lazio. Sta dominando in Italia da sei anni a questa parte, da quando è finito il ciclo Juventus. E in Europa ha fatto ben due finali di Champions e una di Europa League, perché dimentichiamo che ha fatto anche una finale di Europa League con Conte, che l'ha persa col Siviglia.

Questa Inter non solo ha vinto anche qualche Coppa Italia e qualche Supercoppa, ma non si vuol riconoscere, chissà perché, che c'è un ciclo Inter, che è la grande favorita di questo campionato. Cercasi l'alternativa, ma che ci sia un protagonista certo è l'Inter, che ha una rosa molto ampia. La partita di ieri si può anche esaurire in una semplice frase. A un certo punto entra Thuram per Pio Esposito da una parte e dall'altra parte entra Lucca per Rasmus Hojlund.

Già questo potrebbe far finire ogni discorso, perché i cambi dell'Inter si sono rivelati nettamente superiori ai nostri. I nostri tra l'altro sono stati disastrosi, perché De Bruyne è stato latitante, si è visto solo nell'occasione del cross per Lucca, che ha quasi cercato il tiro al volo che Anguissa a porta vuota non ha saputo correggere in rete. E se parliamo di Badiashile, un disastro assoluto, 1,95 m di Cristiano che si fa anticipare di testa da Thuram in maniera quasi dilettantesca.

E se parliamo di Lucca, sbaglia un gol e il gol che prendiamo del 3 a 2 è una cincischiata clamorosa nella propria area di rigore dove quel pallone va spazzato senza se e senza ma. Per non dire di Neres che a porta vuota, praticamente specchio libero a 10 m anche più avanti il dischetto del rigore, sì di destro, ma la butta in curva. Per non dire di Anguissa, che si è fatto rubare una palla sanguinosa che Thuram non ha saputo capitalizzare e che si mangia un gol fatto dopo un primo tempo in cui era stato il più pericoloso dei napoletani.

Sono venuti meno elementi come Anguissa, come Politano, cioè gente di esperienza, sono venuti meno i ricambi, quindi sulle prestazioni individuali c'è molto da dire, ma stavolta io non me la sento di prendermela con Allegri. È l'ultima cosa che nella mia vita avrei pensato di dover fare è difendere Max Allegri. E invece lo faccio. Perché quando l'Inter passa con tre attaccanti e tre centrocampisti a supporto e due esterni che danno tanta ampiezza all'Inter, è quindi evidente che faranno tanti cross e ce li siamo portati in area, non abbiamo alternative, passare a cinque è il minimo che possa fare un allenatore.

Se non l'avesse fatto avremmo detto che stava dormendo. Il problema poi è che se tu alzi la linea difensiva mettendo uno stangone di 1,95 m e questo la palla di testa non la becca, o se Rrahmani per ben due volte, uomo di grande esperienza, si fa anticipare da quel drago di Lautaro Martinez perché Rrahmani due volte è arrivato secondo rispetto a Lautaro, senza annusare il senso del pericolo. Rrahmani che è lo stesso che ha fatto il rinvio col Como che ha generato poi il gol della vittoria del Como.

Se anche Rrahmani, un altro dei senatori, viene meno, allora la teoria che questa squadra è vecchia, logora e che non possa reggere, può prendere corpo sempre più. Io non la penso così. Io penso che questa squadra proprio da San Siro esce con la convinzione che ha sprecato una grande occasione. La stagione è uno sliding doors. Poteva prendere una piega diversa. Uscire con una vittoria da San Siro avrebbe dato un entusiasmo, un'autoconvinzione, un qualcosa di straordinario.

Uscire con una sconfitta del genere, ribaltati per 3 a 2 all'ultimo minuto dopo aver avuto l'occasione per vincere la gara più volte, è certamente motivo di frustrazione e rammarico. Ma ora questa squadra deve riscattarsi, non tanto con l'Arsenal. L'Arsenal è importantissimo, per carità, ma è importante soprattutto per l'autostima. Fare una buona partita con l'Arsenal è importante, ma il Napoli ora deve assolutamente battere Bologna e Fiorentina perché deve rimettersi in carreggiata.

Quest'anno conquistare un posto in Champions è complicato. I segnali della stagione sono chiari: un fuorigioco millimetrico di Lucca ci nega il pareggio di Lobotka col Como. Un gol fatto diventa un gol subito. Sono quei segnali che ti fanno capire che la stagione non porta a un tricolore sul petto, ma può portare però una buona stagione perché c'è una Champions da giocare, una Champions da conquistare come piazzamento, una Coppa Italia da giocare.

Quindi bando ai catastrofismi, io mi tengo la prestazione del Napoli e sono convinto, a differenza di tanti che pensano che questo Napoli finirà sesto, settimo, ottavo, il Napoli c'è e lotterà per la zona Champions."

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