Dopo la squalifica era stato annunciata la voglia di impugnare la decisione, poi il passo indietro

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Monza-Napoli, la conferenza integrale di Allegri alla vigilia del match VIDEO

Massimiliano Allegri è stato squalificato per due giornate e multato di 10.000 euro dopo gli episodi che lo hanno visto protagonista sabato sera, al termine della gara contro la Roma. Dopo la pubblicazione della sentenza, il Napoli aveva annunciato la volontà di presentare ricorso, nella speranza di avere il proprio allenatore in panchina in occasione della sfida contro la Juventus. Oggi, però, Allegri, in conferenza stampa, ha spiegato la decisione di non procedere con il ricorso, scherzando sul rischio di ottenere, anziché una riduzione della squalifica, un aumento delle giornate da scontare. Si tratta di un'ammissione di colpa o di una strategia? Probabilmente, di una scelta ponderata, dettata anche dalla volontà di evitare ulteriori conseguenze.

Allegri ricorso

Allegri, l'espulsione e lo sfogo: la ricostruzione

Le due giornate di squalifica inflitte ad Allegri sono legate a una serie di episodi. Il primo riguarda l'espulsione al 45', motivata da un comportamento offensivo nei confronti degli ufficiali di gara, sia sul terreno di gioco sia negli spogliatoi. Inoltre, secondo quanto riportato nella ricostruzione disciplinare, il tecnico avrebbe assunto un atteggiamento aggressivo nei confronti di un dirigente della Roma. Gli episodi sarebbero stati rilevati dal quarto ufficiale e dal direttore di gara, mentre l'ultimo sarebbe stato segnalato dai collaboratori della Procura federale. Ma non è tutto. A microfoni spenti, Allegri si sarebbe reso protagonista anche di uno sfogo rabbioso. Prima di entrare in sala stampa, l'allenatore avrebbe pronunciato parole pesanti, tornando sulla scorsa stagione e affermando: «L'anno scorso la Champions gliel'hanno messa in tasca». Una frase rivolta alla Roma, ascoltata dai giornalisti in attesa della conferenza stampa. Queste dichiarazioni avrebbero potuto comportare il rischio di un'indagine federale. Al momento, tuttavia, non è possibile affermare con certezza che sia stata avviata o che non lo sarà in futuro. Il fatto che le parole siano state pronunciate a microfoni spenti potrebbe incidere sulla ricostruzione dell'episodio, ma non è sufficiente, da solo, a escludere eventuali iniziative della Procura federale.

Allegri, dietrofront sul ricorso: i possibili motivi della decisione

Il Napoli aveva annunciato la volontà di impugnare la squalifica del proprio allenatore, con l'avvocato del club che aveva giudicato il provvedimento inaccettabile. Oggi, però, Allegri ha comunicato il dietrofront, spiegando la scelta di non proseguire con il ricorso. Per alcuni, questa decisione potrebbe essere interpretata come un'ammissione di colpa o come una mancanza di rispetto nei confronti della squadra azzurra, che dovrà affrontare due partite senza il proprio allenatore in panchina. Un'altra chiave di lettura, tuttavia, porta a ipotizzare una strategia ben ponderata. Allegri, infatti, non ha ammesso di aver commesso i fatti contestati. Al contrario, ha ribadito in più occasioni di non aver fatto nulla e di non aver inveito contro l'arbitro o il quarto ufficiale. Stabilire con esattezza che cosa sia accaduto resta complicato: la verità sui momenti contestati è nota soltanto a chi era presente. Diverso è il discorso relativo allo sfogo a microfoni spenti, le cui parole sarebbero state ascoltate da più giornalisti. Proprio questo elemento potrebbe aver pesato nella valutazione complessiva della vicenda, insieme al rischio di ulteriori sviluppi sul piano disciplinare. È quindi possibile che Allegri abbia scelto di non alimentare ulteriormente la questione, accettando la squalifica e la multa per evitare di esporsi a nuove conseguenze. Si tratterebbe, in questa prospettiva, di una scelta orientata a limitare i rischi e a chiudere il caso senza ulteriori strascichi. Resta, tuttavia, un'ipotesi: senza una spiegazione più dettagliata da parte del tecnico o del club, non è possibile stabilire con certezza quali siano state le reali motivazioni del dietrofront.

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