Zenga: “Pronto a ricominciare con il Cagliari. Al San Paolo ho pianto negli spogliatoi, non riuscivo più a smettere”

Zenga: “Pronto a ricominciare con il Cagliari. Al San Paolo ho pianto negli spogliatoi, non riuscivo più a smettere”

di Mattia Fele

Il calcio è anche fragilità e umanità, e sarebbe bene ricordarlo proprio in questi giorni così difficili e controversi. Anche lo sport professionistico è fatto di uomini a cui troppo spesso sembra non essere consentito provare emozioni ‘ordinarie’. Walter Zenga ha ammesso questa sua fragilità, che è una raffinatezza nell’uomo e non una debolezza, a SportWeek, inserto della Gazzetta dello Sport. L’allenatore del Cagliari si è soffermato sulla gara al San Paolo della stagione 2017-18, quand’egli era allenatore del Crotone, ed affrontava un Napoli che aveva già perso lo Scudetto e aspirava al record di punti (poi ottenuto, con vittoria per 2-1, ndr).

 

Le parole di Zenga

 

“Sono tornato in Italia e sarò il tecnico del Cagliari. Ho già preparato tutto: dagli allenamenti distanziati alla gestione delle partite in luglio o agosto. Ho allenato sei anni in Medio Oriente, lì si gioca ad agosto a 45 gradi: saprò come si fa, no? Ho imparato molto da almeno sei dei miei allenatori: Sonetti, Radice, Vicini, Trapattoni, Bagnoli e Eriksson. Ho pianto molto per il calcio, per esempio quando ho perso la finale di Coppa con il Nacional e a Napoli. Ricordo benissimo Napoli-Crotone, ultima giornata 2017-18, con il Crotone sceso quindi in Serie B. Mi chiusi nello spogliatoio per una ventina di minuti e piansi, non smettevo più di piangere”

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