FIGC, Vaia: “Proporremo un protocollo sul modello tedesco. Serie A va ripresa definitivamente”

FIGC, Vaia: “Proporremo un protocollo sul modello tedesco. Serie A va ripresa definitivamente”

di Mattia Fele
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In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Francesco Vaia, commissione medica FIGC e direttore sanitario Spallanzani. L’intervento di Vaia si è rivolto soprattutto alla ripresa della Serie A, a detta sua necessaria o comunque non così rischiosa. Secondo il direttore sanitario dello Spallanzani infatti la cosa essenziale sarebbe riprendere e controllare l’andamento mano a mano, fermo restando che sarebbe inutile attuare misure rigide che già prima del fischio d’inizio mettono in discussione la continuità del campionato. Ci vuole sia buon senso e tutela della salute che elasticità in questo momento così complesso da gestire.

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FIGC, parla Vaia

 

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FIGC consiglio federale

“E’ una data plausibile quella del 20 giugno perché ci separa un percorso di due quindicine, quindi due settimane canoniche in cui si manifesta il contagio. Osservato questo periodo, se non succedesse nulla, il campionato può ripartire. Fermo restando che devono essere applicate tutte le regole di distanziamento e sorveglianza. I medici sportivi devono attenersi a queste regole di sorveglianza sanitaria. Ci sono regole di buon senso che vanno applicate, in linea di massima sono regole che hanno preso atto di quelle già stilante dal CTS della FIGC.

Far partire un campionato sapendo che se si contagia un calciatore si blocca tutta la squadra, si blocca tutto il campionato, è dannoso. Spadafora si assume le sue responsabilità come Ministro dello Sport, io in maniera personale. Senza rappresentare alcunché, dico che alla fine prevarrà il buon senso. In questo mese che ci separa dalla ripresa del campionato, la curva epidemiologica continuerà a scendere e sarebbe plausibile poter iniziare. La decisione è un atto politico, non tecnico, se vogliono riaprire con il calcio, troviamo le soluzioni. Se non si può riaprire, si dica e basta.

Il calcio non deve sembrare un’area privilegiata del Paese, c’è bisogno ancora di attenzione alta. La gradualità ci può venire incontro, intanto cominciamo, osserviamo attentamente. A quel punto potrà arrivare il momento di portare gente allo stadio, per tenere persone distanziate c’è bisogno anche di un incremento del personale. Magari potrebbero essere trasmesse le partite in chiaro e torniamo alla mia domanda. Cos’è il calcio? La scienza deve essere neutra, senza farsi tirare la giacca da un lato o dall’altro”.

 

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