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Caso Suarez, spuntano nuove intercettazioni: “L’abbiamo instradato bene”, “Mettici 3, è il minimo”

Redazione

Spuntano nuove intercettazioni sul caso Luís Suárez, che hanno poi generato la decisione di aprire un’inchiesta rispetto al calciatore uruguaiano. Il suo esame d’italiano per ottenere l’idoneità alla cittadinanza è stato...

Spuntano nuove intercettazioni sul caso Luís Suárez, che hanno poi generato la decisione di aprire un'inchiesta rispetto al calciatore uruguaiano. Il suo esame d'italiano per ottenere l'idoneità alla cittadinanza è stato chiaramente falsato e il Corriere della Sera riporta ulteriori colloqui tra professori:

"Per evitare ogni rischio avevano preparato tutto prima, come confessato dalla Spina nello stesso dialogo intercettato dagli investigatori della Guardia di Finanza: «Oggi ho chiamato Lorenzo Rocca che gli ha fatto la simulazione dell’esame, e abbiamo praticamente concordato quello che gli farà l’esame! Quindi... Mi ha detto, guarda, fagli sceglie ‘ste due immagini, eccetera». «E quindi oggi c’ho l’ultima lezione e la devo preparare perché non spiccica ’na parola... E far passare due ore di lezione con uno così non è facile, comunque, a parte questo...». L’altro chiede: «E che livello dovrebbe passare questo ragazzo? B1?». Riposta categorica della Spina: «Eeee, non dovrebbe, deve. Passerà, perché con dieci milioni a stagione di stipendio non glieli puoi far saltare perché non ha il B1».

Il livello B1 del Quadro comune di riferimento europeo è il grado definito «intermedio o “di soglia”» di conoscenza della lingua italiana, richiesto per ottenere la cittadinanza. «Il B1, B1, cittadinanza», insiste Spina, che però ammette: «Considera che è un A1 pieno (il livello base, più basso di “elementare”, ndr), proprio non... non coniuga i verbi». L’interlocutore ride, commenta che «non c’è speranza», e ride pure la professoressa: «Parla all’infinito...». Poi però aggiunge: «Vabbè, comunque queste son cose che è chiaro che... che fai, glielo fermi per il B1 cittadinanza? Cioè, voglio dì, fa ride, no?».

Rocca: «Eh, allora, lui si sta un po’ memorizzando le varie parti dell’esame».

Greco Bolli: «Eh, ma infatti è questo. Deve essere sul binario, ecco...».

Rocca: «Esatto, esatto, l’abbiamo instradato bene».

Greco Bolli: «E deve essere su quel binario lì!».

Il caso Suarez e la decisione sul voto d'italiano

Rocca rassicura il rettore — «su quel binario lì» — ma poi confida una preoccupazione: «Sul verbale non ho problemi a metterci la firma, perché in commissione ci sono io e mi assumerò la responsabilità dell’attribuzione del punteggio. Il mio timore qual è... è che poi tirando tirando diamo il livello ed esce, i giornalisti fanno due domande, in italiano, e la persona va in crisi. Quindi un po’ di preoccupazione ce l’ho perché è una gatta da pelare. Come si fa, si fa male». Per dimostrare che sapesse «muoversi con disinvoltura in situazioni che possono verificarsi mentre viaggia nel Paese di cui parla la lingua», come richiesto dal protocollo di assegnazione del livello B1, a Suarez è stato anche chiesto di intavolare una breve conversazione con un vicino di casa per chiedergli indicazioni su dove andare in gita la domenica. E di illustrare la differente idea di famiglia tra Italia e Uruguay. Tutto in dieci-dodici minuti, come dichiarato da Rocca in un’intervista a una radio spagnola , nella quale l’esaminatore affermò che la prova di conversazione era andata bene: «Non possiamo sapere se Suarez si è preparato, penso di sì. Comprendeva sempre, e non aveva problemi nell’ascolto, immagino che abbia seguito dei corsi accelerati di italiano».

Ma da un’altra intercettazione tra Rocca e l’impiegata Cinzia Camagna s’intuisce che due giorni prima del test erano già stati decisi anche i voti da attribuire al giocatore.

Camagna: «Io lo faccio già preparare.... ma devo attendere l’anagrafica, una volta che si è inserito io posso già metterci il voto. Mi dici tu che voto ci do e via».

Rocca: «Brava. Mettici il minimo eee?»

Camagna: «3, 3, 3, 3, 3».

Rocca: «Brava, perfetto!».

Camagna: «È il minimo 3».

Rocca: «Sì, sì, metti tutti 3. Perché tanto ho sentito la Rettrice ieri, la linea è quella!»".

Luca Cerchione