L'editoriale del giornalista

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Enzo Bucchioni nel suo editoriale per Tuttomercatoweb ha parlato di queste prime due giornate di campionato che hanno dato già il primo verdetto: hanno spento il Var. A seguire un estratto dell'articolo.

Il primo verdetto dopo le prime due giornate: hanno spento il Var

"Hanno spento il Var, gli arbitri non lo usano più. Dopo due giornate di campionato la controrivoluzione firmata Orsato è talmente evidente da diventare preoccupante e inquietante. E’ un chiaro ritorno al passato, come se il Var fosse il Demonio, oggi viene guardato con sospetto, ignorato, come se si volessero dimenticare le decine e decine di errori che la tecnologia ha evitato in tutti questi anni e in Italia questa dovrebbe essere la decima stagione. Dico dovrebbe perché i segnali sono contrari. Si vuole tornare al passato? Si vuole tornare alla discrezionalità degli arbitri e quindi al loro potere decisionale assoluto? La strada è pericolosa e tortuosa, sappiamo benissimo perché è stato introdotto il Var, salutato nel nostro paese come uno strumento democratico in grado di garantire maggior trasparenza e quindi tutela per tutte le squadre, grandi e piccole. Intendiamoci, sono d’accordo che negli anni passati, soprattutto l’ultimo, c’era stato un uso improprio dello strumento. Si era arrivati a quella che ho sempre definito una autopsia del gioco del calcio, i varisti avevano assunto uno strapotere, alcuni s’erano messi in testa di fare l’alter-arbitro, togliere la centralità al direttore di gara e questo è assolutamente sbagliato. Ma il Var è uno strumento straordinario, un aiuto evidente ed efficace che non si può mettere da una parte per presunzione e arroganza, va sempre ricordato che c’è e va comunque usato. Spero, ovviamente, che si tratti di un inizio sbagliato e basta. Spero che gli arbitri più realisti del re si siano inginocchiati davanti al volere del nuovo designatore e basta. Siamo infatti passati dagli eccessi degli anni scorsi allo zero di questo inizio di campionato e non va bene. Eppure le occasioni per verificare, per rendersi conto, per valutare meglio ci sarebbero anche state. Cito random il gol del Napoli a Genova, il fallo impunito su Yldiz, il mani di Vlasic in Toro-Milan, il rigore non dato al Frosinone con la Fiorentina. Tutte situazioni meritevoli di revisione in nome e per conto di arbitraggi migliori. Andare a rivedere, poi, non vuol dire sempre cambiare opinione, ma può essere anche rafforzare quella che l’arbitro s’è fatto in diretta. Se ci limiteremo rigidamente al “chiaro ed evidente errore” sarà come mandare in soffitta il Var, tornare alla discrezionalità assoluta che tornerà a scatenare polemiche e sospetti. Si dice, ma le vedete le partite di Champions? Li avete visti i mondiali? Il Var è stato usato così. Diciamo quasi così, ma comunque trattasi in entrambe le competizioni dei migliori arbitri del mondo, con grande personalità. Di sicuro hanno meno bisogno dell’ausilio del Var dei nostri arbitri che stanno attraversando un momento difficilissimo e sapere di poter comunque contare sul Var, soprattutto per i più giovani, regala. Intanto gli errori già visti si potevano evitare: non è poco. Questo si chiede: sbagliare di meno. Se il Var aiuta e fino all’anno scorso ha aiutato, usiamolo senza timore di smentire l’arbitro. Sinceramente mi auguro che il Var si usi poco, vorrebbe dire che gli arbitri sono bravi, ma quando ci sono cose dubbie o rivedibili non si può far finta di niente. Per ora le polemiche sono sotto controllo, i casi non eclatanti, ma al primo torto contro una grande o un episodio dubbio in uno scontro diretto, sarà il diluvio. Ci vuol poco a prevederlo. Quindi no al Var selvaggio, ma neppure al No Var di oggi. In media stat virtus dicevano i latini che al calcio non giocavano".
AC Milan v Bologna FC 1909 - Serie A

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