FIGC, Braconaro: “Il protocollo va modificato, non è sempre applicabile. Seguiremo il modello tedesco”

FIGC, Braconaro: “Il protocollo va modificato, non è sempre applicabile. Seguiremo il modello tedesco”

di Francesco Melluccio
figc, nuovi controlli

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Francesco Braconaro, membro della commissione medica della FIGC. Braconaro ha parlato della possibile ripresa della Serie A il prossimo 13 giugno, con una probabile modifica del protocollo attualmente in vigore, non applicabile in tutti i campionati italiani. Questo perché le strutture delle squadre di Serie C non sono per nulla paragonabili a quelle di A e ad alcune di B. Braconaro, inoltre, ha anche analizzato la questione responsabilità dei medici, dato che spesso sono senza obblighi contrattuali verso le società.

LE PAROLE DI FRANCESCO BRACONARO

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“Il protocollo va modificato, non è applicabile in Serie C per tutta una serie di motivi che ho già avuto modo di dichiarare. Come rappresentante della Lega, la prima cosa che ho fatto, è riunire tutti prima di decidere per la sospensione del campionato. Ho raccolto tutte le difficoltà e criticità che i medici mi hanno evidenziato. Un conto sono le strutture e risorse della Serie A e Serie B, ma in Serie C non ci sono le strutture necessarie. Oltretutto i medici di queste squadre non sono prettamente medici sociali, spesso fanno un part time, non è il loro lavoro principale. La gestione di un ritiro per gestire 40-50 persone, non è semplice ed ho raccolto tutte le perplessità sul protocollo. Sulla base di altri protocolli, andranno fatte delle riflessioni”.

IL MODELLO TEDESCO E LA QUARANTENA RIDOTTA

“Il modello tedesco non è un liberi tutti. Ha tutta una serie di protocolli atti a tutelare il più possibile la salute del gruppo squadra. La curva epidemiologica va migliorando, quindi saranno fatte tante altre valutazioni. C’è un tavolo aperto di lavoro perché ci confrontiamo con il CTS e cerchiamo di ottimizzare quello che potrebbe essere il comportamento di fronte ad un giocatore positivo, che tuteli il gruppo squadra, ma che non determini di nuovo la chiusura del campionato. Vedremo se riusciremo a studiare una sorta di quarantena ridotta con controlli diagnostici e sierologici più diffusi all’interno del gruppo, una soluzione si trova. Questa quarantena di 15 giorni, con una partita ogni 3 giorni, un gruppo di tante persone, la probabilità che ci sia un positivo asintomatico è alta. Dobbiamo essere pronti a mettere in atto tutto ciò che si può fare per ridurre il contagio e trovare insieme una soluzione. In questo modo avremo tutti delle idee chiare e delle linee guida da seguire”.

LA VOLONTA’ DI RICOMINCIARE

“Possibile vedere un protocollo definitivo la settimana prossima, c’è la volontà di tutti, anche del Ministro che ha fatto delle aperture. E’ chiaro che va cauto, la sua imposizione lo impone. Alla luce di ciò che sta accadendo nel Paese, con questa curva epidemiologica, i dati sono buoni. Questo non vuol dire mollare, non è finito nulla, dobbiamo stare attenti”.

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