AIC, Tommasi: “Decisione del Governo senza senso, oggi decidono medici e scienziati”

AIC, Tommasi: “Decisione del Governo senza senso, oggi decidono medici e scienziati”

Damiano Tommasi ha rilasciato un’intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport

di Domenico D'Ausilio, @dom_dausilio
AIC, Damiano Tommasi
Damiano Tommasi (by Getty Images)

Damiano Tommasi, presidente dell’AIC, ha rilasciato un’intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport. L’ex calciatore ha commentato la decisione del Governo sulla modalità di ripartenza dello sport. Ritenendo discriminatoria, prima ancora che illogica, l’idea di far riprendere l’attività negli impianti sportivi ai tesserati di discipline individuali e non consentire ai calciatori professionisti lo svolgimento di allenamenti in forma individuale nei centri sportivi.

Tommasi sulla ripartenza dello sport

Tommasi la decisione del governo non vi è andata giù. “Non le troviamo un senso. Non sto parlando della ripresa della stagione appesa a tante incognite ma della possibilità per i giocatori di allenarsi individualmente in strutture dove sono controllati. Parliamo di salute degli atleti, questa norma rischia di produrre un aggravamento e non il contenimento del rischio. Per il calciatore il ritorno alla giusta forma atletica dopo questo stop obbligato è un passaggio necessario e utile anche ad evitare infortuni e per essere pronti per iniziare il 18 maggio gli allenamenti di gruppo”.

Con quelli collettivi purtroppo sì. Rispetto a un eventuale contagio durante gli allenamenti o il campionato, quale è la posizione dell’AIC? “La positività di un calciatore è un tema centrale. Ci si ferma? Viene isolato, si fanno i test agli altri e si prosegue? Il protocollo che è stato preparato prevedeva una serie di casistiche, però sembra che presenti delle criticità e vada rivisto. In ogni caso deve essere tutto molto chiaro su cosa fare se si riprende: test, tamponi, spazi, viaggi, trasferte, lavoro di gruppo”.

Sui contratti e il taglio stipendi dei calciatori

Dalla salute ai contratti dei calciatori: emolumenti tagliati o rimandati. “È una delle tante salite dello Zoncolan. Per quanto riguarda gli emolumenti molte società hanno trovato gli accordi con i giocatori. All’AIC preoccupano da questo punto di vista più le serie inferiori della serie A, perché gli stipendi sono completamente differenti. I giocatori hanno già dimostrato disponibilità a fare dei sacrifici con rinunce o dilazionamenti sulla stagione prossima. In A in media c’è la rinuncia a una mensilità. Nelle serie inferiori ne chiedono di più nonostante stipendi inferiori. Sarebbe importante sapere quali sono le perdite reali dei club e del sistema: perché le rinunce devono essere parametrate…”.

E sui contratti in scadenza il 30 giugno? Alcuni giocatori si libereranno altri rientreranno dai prestiti. “La proroga di prestiti e contratti non è ancora stata affrontata: serve un’autorizzazione della Fifa e poi l’accordo tra società e atleta. In teoria un club potrebbe non volersi avvalere più di un giocatore in scadenza evitando di pagare ulteriori mensilità. O un giocatore voler passare ad altro club con il quale magari ha già firmato guadagnando di più. Servirebbe una regola che valga per tutti. Ma bisogna lavorarci…”.

Prima di riprendere non ritiene necessario venga stabilito cosa accadrebbe in caso di definitivo stop? “Questo è fondamentale. Le regole vanno decise prima stabilendo come finirebbe il campionato”.

Organizzazione, contratti, classifiche, calendari, diritti TV: tutti temi aperti. Ma non siamo in ritardo nell’affrontarli? “Il problema principale oggi è che non decidono legali, giuristi, dirigenti. Oggi decidono medici e scienziati”.

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy