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PUNTI DI SVISTA – Napoli, calendario fitto: meglio concentrarsi sul campionato?

PUNTI DI SVISTA – Napoli, calendario fitto: meglio concentrarsi sul campionato?

Il calendario del Napoli, purtroppo, potrebbe aggravarsi se gli azzurri dovessero superare il girone di Europa League soltanto da secondi classificati. Il terzo posto, invece, determinerebbe la 'retrocessione' in Conference League...

Redazione

In Italia 60 milioni di CT, il calcio da sempre unisce e divide l'opinione pubblica. Noi di calcionapoli1926.it, commenteremo una notizia un fatto un accadimento visto da prospettive opposte, con Giuseppe Canetti e Tony Sarnataro.

Il Napoli vola in campionato: 10 vittorie in 11 partite e vetta della classifica condivisa con il Milan. Gli azzurri, tuttavia, sono anche impegnati nella logorante campagna di Europa League e lo saranno in Coppa Italia a partire da gennaio. In ballo, dunque, ci sono tre importanti traguardi, ma questa stagione rischia di diventare un vero e proprio "tour de force". Considerate anche le partenze di Koulibaly, Anguissa e Osimhen per la Coppa d'Africa, sarebbe meglio se i partenopei concentrassero tutte le proprie forze nella lotta scudetto?

Pensiero Canetti: no al medioevo calcistico, il Napoli deve lottare su tutti i fronti

 Foto by Getty

Beh, è proprio vero: il calendario del Napoli si prospetta ricco di impegni. Le partite da giocare saranno veramente tante e sarà difficile tenere il livello attuale per tutta la stagione. La Coppa d'Africa, in tal senso, rappresenta uno spauracchio non di poco conto, che influirà sicuramente sulle prestazioni della squadra azzurra. Ma non lo farà per forza anche sui risultati: quando l'anno scorso (tra gennaio e febbraio) il Napoli attraversava il suo lungo periodo di crisi, in molti riconducevano la questione esclusivamente ai troppi infortuni, al Covid, ignorando altri aspetti. Tuttavia c'era una minoranza (di cui faccio fieramente parte), la quale sosteneva che il deludente andamento dipendesse in (larga) parte dalla cattiva gestione del gruppo da parte di Gennaro Gattuso: un vero marinaio si vede quando il mare è agitato. Ecco, è proprio questo il punto: con Luciano Spalletti le assenze potrebbero pesare molto di meno. Il tecnico di Certaldo si sta dimostrando un maestro nel saper gestire la rosa, nell'interpretare i momenti dei calciatori e nell'inculcargli una mentalità da grande. Probabilmente, a fare la differenza saranno proprio le pezze a colori che l'ex Roma e Inter riuscirà a mettere nei periodi più complessi.

Tornando al tema centrale, in definitiva, è chiaro che i partenopei non possono mollare alcun obiettivo. Rientra nel credo dei vincenti, quello che rifiuta il provincialismo. I grandi non scendono mai in campo per "accontentarsi", e pensare di trascurare l'Europa League o la Coppa Italia fa parte di un Medioevo calcistico del quale il Napoli non fa più parte (si spera). Mosso un passo in avanti, si eviti di farne due indietro.

Anche perché: chi ci dice che uscendo prematuramente dalle coppe si otterrà il risultato sperato?

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Che l'Europa e le coppe in generale rappresentino competizioni importanti e da giocare al massimo non c'è dubbio. Accantonarne una in favore di un'altra è da provinciali. Soprattutto se si tratta dell'Europa League, competizione europea di tutto rispetto, con le squadre che si battono per giocarla. Snobbarla sarebbe anche come buttare la scorsa annata. Ma fatta questa doverosa premessa c'è da considerare tutto quello che c'è intorno a questa benedetta Europa League. E sono molto più i contro che i pro.

A partire dall'inconscio della squadra, per il quale non c'è bisogno di scomodare Freud. Ma viene naturale pensare che, tra scelte di Spalletti, atteggiamento dei giocatori e risultati fin qui conseguiti l'appuntamento europeo è passato in secondo piano rispetto il campionato. Ma non si è trattata di una scelta fatta a priori, ma di come sono venute le cose nella sua maniera più naturale. Il Napoli ha iniziato a volare in campionato, mentre in Europa tra la trasferta col Leicester e la sfortunata gara interna con lo Spartak Mosca, la strada è partita in salita. Inoltre giocare il giovedì è diverso rispetto a farlo il martedì o il mercoledì (come la Champions). Si tratta di un giorno scomodo, a ridosso del weekend, con le lunghe trasferte che si concludono solo il venerdì mattina. Le ripercussioni sono tutte sul campionato. Competizione meno prestigiosa, palcoscenici meno importanti, introiti minori per un maggiore dispendio di energie e stress. Tutto questo comporta a mollare, seppur inconsciamente, l'obiettivo Europa.

A questo aggiungiamo il momento che il Napoli vive in serie A. Sembra naturale lasciare qualcosina in Europa, sebbene l'obiettivo principale deve essere quello di passare il turno e poi vedere a febbraio. Ma anche finire secondi nel girone sarebbe un disastro: perché implicherebbe giocare i sedicesimi di finale a febbraio contro una delle big che scenderà dalla Champions. E tenendo conto della Coppa d'Africa che già metterà il bastone tra le ruote agli azzurri, ulteriori problemi al calendario azzurro non sarebbe il massimo. Per non parlare dell'eventuale terzo posto che significa retrocessione ai sedicesimi di Conference League. Ricordiamo come quest'anno finire primi o secondi ha tutta la differenza del mondo: con il primo posto si saltano i sedicesimi e si giocano direttamente gli ottavi a marzo.

Dunque tirando due somme il Napoli non deve snobbare nessuna competizione e tutti ci auguriamo vada più avanti possibile in Europa come in campionato. Ma se proprio deve concentrarsi maggiormente su qualcosa...meglio puntare tutte le proprie chips sulla serie A!

 

Caro lettore, dopo aver letto l’articolo, sei d’accordo con Canetti, Sarnataro o hanno preso una SVISTA entrambi?

A cura di GIUSEPPE CANETTI e TONY SARNATARO

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