FOCUS – Sorloth, la punta di peso che fa reparto da solo: l’identikit

di Mattia Di Gennaro
Sorloth Napoli

Nelle ultime settimane, nonostante il calcio giocato si sia fermato, il calciomercato non è andato in “ferie”. Diversi sono in club che, a dispetto di una situazione incerta per il futuro, stanno già provando a studiare diversi profili per rinforzare la rosa. Tra questi c’è il Napoli che, visto il futuro decisamente in bilico di Milik e Mertens, avrebbe messo gli occhi su diversi attaccanti. Uno di loro è Alexander Sörloth del Crystal Palace ma in prestito al Trabzonspor. Pare addirittura che gli azzurri abbiano già sondato il terreno trovando una richiesta degli inglesi di circa 15 milioni di euro per il cartellino.

Sorloth, la storia in breve

 

 

 

 

 

A parte l’impressionante somiglianza con il collega di reparto Patrick Schick, quest’oggi ci concentreremo su quelle che sono carriera e qualità del calciatore, non note ai più.

Nato in Norvegia nel 1995, Sörloth comincia la propria carriera, nel 2010, tra le fila del Rosenborg. Qui, nel club più importante del suo paese, il padre Goran è una leggenda. Il debutto tra i grandi avviene nel 2013 mentre nel 2014 fa parte della prima squadra in maniera stabile ma come ultima scelta del reparto offensivo guidato dal bomber Søderlund.

Nella stagione successiva passa dunque in prestito al Bodø/Glimt dove trascina la squadra con 14 gol in 29 presenze. Non passa inosservato agli olandesi del Groningen che lo visionano da vicino più volte e decidono di strapparlo al Rosenborg con un assegno da 500 mila euro. Al primo anno in Eredivisie è solo un rincalzo e termina la prima stagione con 2 gol in 13 apparizioni, in quella successiva ottiene più chance, 25, ma delude chiudendo l’anno con sole 3 marcature.

Arrivano poi i danesi del Midtjylland con i quali torna in doppia cifra. Chiuderà la sua prima, senza sapere fosse anche l’ultima, Superligaen con 10 reti in 19 presenze. Arriva infatti la grande opportunità in Premier League con la maglia del Crystal Palace. Per assicurarselo, i londinesi nel gennaio del 2018 hanno sborsato circa 9 milioni di euro. Esattamente un anno dopo, a seguito di sole 16 apparizioni e nemmeno una rete, finisce in prestito al Gent per metà stagione (9 presenze, 3 gol).

Nella stagione attuale, al momento sospesa, il calciatore si è finalmente consacrato in un club di più alta fascia come il Trabzonspor, anche se in un campionato comunque inferiore rispetto a quello inglese. Sorloth sta infatti aiutando la squadra a lottare per vincere la Super Lig dove i bordeaux-blu sono al primo posto insieme al Basaksehir, mentre nella coppa nazionale si è alle semifinali. In Europa League invece è andata male perché i turchi hanno fatto l’ultimo posto, con un pareggio e cinque sconfitte, nel Gruppo C. Al momento sono 39 le presenze con 25 gol ed anche 7 assist che stanno stuzzicando mezza Europa. Ad oggi è in pianta stabile nella nazionale norvegese maggiore con cui la prima convocazione è arrivata nel 2016.

Le caratteristiche

Sorloth
Sorloth

Alto circa 1.95 metri, di piede sinistro e dal fisico possente, Sorloth è la classica punta di peso che riesce a fare reparto da solo spezzando le difese avversarie con la sua forza. A dar ancora più valore a queste qualità c’è anche la buona velocità che gli permette di essere una vera grana lì davanti quando ha il pallone. Una mina vagante, nemmeno a dirlo, in area avversaria dove è sempre pronto a cogliere i cross dei compagni ed a mandare il pallone in rete dall’alto dei quasi 2 metri.

Non è troppo macchinoso ed è dotato anche di un buon dribbling. In passato è stato sperimentato anche come ala visto, appunto, che è un giocatore completo senza particolari carenze. C’è solo da capire come possa reggere l’impatto in un campionato molto tattico e con difese arcigne come quello italiano. Le qualità per fare bene ci sono, però, tutte. Per certi versi appare simile ad Arkadiusz Milik con uno strapotere fisico maggiore a dispetto, però, di una tecnica nel complesso inferiore.

L’acquisto, alle cifre di cui sopra, sarebbe un buon affare ma va considerato che in rosa arriverà a luglio anche Petagna. I due non differiscono molto per il modo di giocare ed il Napoli rischierebbe il doppione. Non che questo vada inteso per forza inteso come un handicap, ma non permetterebbe di sperimentare diverse tipologie e situazioni di gioco. Cosa che invece accade oggi con due interpreti diversi tra di loro, ma che si completano, come Mertens e Milik.

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Mattia Di Gennaro

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