L'analisi dei post-Scudetto azzurri: dai crolli storici alla gestione Conte
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Sull'onda dell'entusiasmo scaturita dalla miracolosa vittoria del quarto Scudetto, il Napoli di Antonio Conte riparte da dove aveva iniziato. Gli acquisti di Kevin De Bruyne e Rasmus Hojlund su tutti illudono i supporters partenopei di uno storico back-to-back. Purtroppo, come già noto, l'ondata infortuni non darà pace ad una squadra che mai è riuscita, nel corso della stagione, ad esprimere il suo reale potenziale. Nonostante i vari problemi fisici dei suoi calciatori, il Comandante da Lecce guida la squadra alla vittoria della Supercoppa, la terza nella storia del club, e tiene botta fino alla fine nella lotta al titolo vinto meritatamente dall'Inter. Il Napoli, mentre le varie Juventus, Milan, Roma e Como se ne danno di santa ragione per un piazzamento tra le prime quattro, chiude in anticipo il discorso qualificazione in Champions League con grandi probabilità da seconda in classifica. In Coppa Italia, gli azzurri vengono eliminati ai quarti di finale dal Como, che ha avuto la meglio sulla compagine campana ai calci di rigore. Il grande neo della stagione dei partenopei è, tuttavia, il cammino in Champions League: l'umiliante debacle di Eindhoven, il pareggio a reti bianche contro il modesto Eintracht Francoforte e l'1-1 di Copenhagen con un uomo in più, hanno condannato capitan Giovanni Di Lorenzo e compagni ad un misero 30° posto nel maxi-girone, fuori anche dai play-off per l'accesso agli ottavi.
A cura di Gianmarco Nurra
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