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rassegna

Corbo: “Spalletti ha avuto coraggio. Il suo Napoli più forte di alibi e assenze”

(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

L'editoriale di Antonio Corbo

Sara Ghezzi

La vittoria del Napoli contro il Milan è stata importante non solo per gli azzurri, ma anche per l'intero campionato. Infatti la squadra di Spalletti ha lanciato un messaggio alle altre squadre. Nonostante tutto il Napoli c'è e non è disposto ad arrendersi, perché per sognare ci vuole coraggio e gli azzurri stanno dimostrando di averlo. Ne ha parlato Antonio Corbo nel suo editoriale per La Repubblica.

"Spalletti ha avuto coraggio. Il suo Napoli più forte di alibi e assenze", le parole di Corbo

 Luciano Spalletti (Photo by SSC NAPOLI via Getty Images)

Di seguito le sue parole:

"La tredicesima vittoria, la meno prevedibile ma anche la più concitata, determina due scosse. La prima nell’alta classifica. Il Napoli risale al secondo posto, con 39 punti raggiunge il Milan al secondo posto, quattro meno dell’Inter già campione d’inverno ad un turno dalla fine del girone. Proseguendo a questa velocità, Spalletti può chiudere a 84 punti che non danno lo scudetto ma l’ingresso in Champions. La seconda scossa si avverte nei segreti equilibri interni.

Con una formazione rivoluzionata dal coraggio di Spalletti nella partita più temuta, il Napoli dimostra che è più forte di assenze e alibi. Trova energie nuove anche lasciando fuori importanti titolari come Osimhen, Koulibaly, Fabiàn Ruiz, Insigne e Mario Rui. Può sopravvivere alle partenze di Osimhen, Koulibaly, Ounas per la Coppa D’Africa. Che Mertens apparso in flessione deve ritrovare la forma migliore subito, per difendere il posto anche da Petagna. Che il presidente può trattare senza affanno con Insigne, se la sua assenza è stata a Milano ininfluente sul risultato.

Questi i due nuovi scenari dopo la vittoria sul Milan che sconsolato riprende il campionato, svilito come l’Atalanta a sua volta sconfitta a Bergamo dalla Roma.

Giro volentieri agli amici del Graffio il commento scritto per Repubblica dopo Milan-Napoli. Partita che offre molti temi di riflessione. Mi auguro che siano trattati con adeguato interesse. Negli ultimi tempi il Graffio soffre di personalismi e ristretti confronti, rischiando di allontanare alcuni degli amici che hanno contribuito a superare i centomila post. Un risultato importante da difendere e migliorare.

Ecco il commento.

Spalletti prepara due volte la partita. In settimana cerca immagini da scrittore crepuscolare per scacciare la sindrome delle assenze, lancia l’idea di portare a Milano il fuoco del Vesuvio. Può sembrare letteratura vintage ma almeno cancella sospiri, piagnistei, alibi. L’allenatore per fortuna trova anche il tempo per curare i dettagli tecnici, e dopo pochi minuti il gol di Elmas ha il lampo di una finissima regia. La difesa a zona del Milan, con primo palo scoperto, rende inutile Ibrahimovic che fa da torre centrale. Tonali segue lapalla in volo ma non si accorge di Elmas che gli sbuca davanti. È così che si ridà valore ai calci piazzati, in questo caso il tagliente corner di Zielinski che alzando il braccio destro chiama lo schema.

Il vantaggio lampo basta a consolidare le sue poche certezze. Petagna si rivela scelta felice. Perché ha peso, fisico e buona volontà per coprire, ma collabora con Zielinski, un capitano non solo creativo, ma essenziale nella velocità del suo gioco, uno tocco e via. Peccato che Demme sia incongruo, sfidando la pazienza di Spalletti costretto a sostituirlo ad inizio di ripresa con Lobotka, dotato di logica e palleggio per completare Anguissa.

Il vantaggio debilita il Milan che nella prima parte ha qualche lampadina spenta. Ballo-Touré che sostituisce Theo non regge la velocità di Lozano sulla sua sinistra, è il lato debole del Milan mancando anche Leao. A destra non va meglio Messias, al contrario di Di Lorenzo che spostato da destra su quella fascia non risente affatto della novità. Sul centrodestra del Milan ancora peggio Brahim Diaz disorientato da un superlativo Zielinski. Ma la luce più fioca è quella di Ibrahimovic che rimaneisolato tra i sempre molto attenti Rrahmani e Juan Jesus, senza i collegamenti con Krunic, Brahim Diaz e Messias.

Dei tre, pagano subito i primi due. Fuori Krunic e Diaz. Perché Pioli vuol mandare Giroud in soccorso di Ibrahimovic e Saelemaekers per sostenere Tonali che stenta al centro. Non ce la fa il massiccio Kessie a sorreggere quasi tutta la mediana. Il Milan ricorre ad un altro doppio cambio per bloccare il Napoli che ancora domina la scena. Partita tattica con due allenatori all’altezza per pronto intervento e lucidità. Il Milan com’era prevedibile esclude anche Messias e Tonali.

Ed ecco la replica di Spalletti che reinventa il Napoli ricorrendo alla formula che aveva bocciato all’inizio. Lozano lascia per Politano, Ounas rileva il protagonista Zielinski, quindi il grande escluso Mertens appare per far riposare Petagna, più che sufficiente come attaccante-boa. Infelicemente colpevole in un facile, mancato raddoppio.

Il Napoli cambia ancora formula, rimodellando la difesa da quattro a tre con l’ingresso di Ghoulam per Elmas che dopo il gol della vittoria si è dovuto battere contro Florenzi, il migliore del Milan. "Tocca alla Var rendere giustizia ad un Napoli superiore, anche quando la difesa crolla sotto l’ultimo assalto del Milan.

Spalletti l’immaginifico penserà adesso che il fuoco del Vesuvio abbia finalmente bruciato anche paure ed alibi".