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Serie A, approvato il protocollo dalla Lega: manca il sì del Cts

NAPLES, ITALY - SEPTEMBER 26: Luciano Spalletti SSC Napoli coach celebrate the victory with his player André Zambo Anguissa after the Serie A match between SSC Napoli and Cagliari Calcio at Stadio Diego Armando Maradona on September 26, 2021 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Le ultime sul protocollo approvato dalla Lega

Leonardo Litterio

L'emergenza Covid non sta di certo agevolando il lavoro della Serie A. Il Comitato Tecnico Scientifico sta analizzando tutti i pro e i contro del nuovo protocollo affinché si possano continuare le competizioni, quantomeno in sicurezza.

Serie A, approvato il protocollo dalla Lega: manca il sì del Cts

 (Getty Images)

Sulla questione si è focalizzata "La Gazzetta dello Sport" che ha analizzato la questione, cercando di chiarire i dubbi presenti nelle menti di chi segue la Serie A e lo sport in generale. Di seguito quanto scritto dalla rosea:

Manca solo un sì al nuovo protocollo anti Covid del calcio e di tutti gli sport di squadra. Un sì pesante. Quello del Comitato Tecnico-Scientifico, che si riunirà oggi alle 11 con un ordine del giorno peraltro affollatissimo. Dopodiché l’intesa sul protocollo battezzata dalla conferenza Stato-Regioni potrà diventare norma con una circolare del ministero della Salute e un’operatività - lo ha detto ieri il presidente federale Gabriele Gravina - che dovrebbe scattare già in questo fine settimana. Le nuove regole, prima fra tutte quella che dispone il blocco del gruppo squadra nel caso si superi la soglia del 35 per cento di atleti/calciatori positivi, saranno un’indicazione di fatto tassativa per le autorità sanitarie locali e impedirà che ognuna vada per conto proprio di fronte alla gestione delle emergenze. Nel pacchetto di mischia anti contagio ci sarà pure un rafforzamento del controllo attraverso i tamponi: i contatti “ad alto rischio” del soggetto positivo dovranno sottoporsi a test antigenici ogni giorno e per cinque giorni. Il tutto indipendentemente dalla propria condizione vaccinale. Mentre quelli “a basso rischio” (chi non ha avuto contatti diretti con i giocatori) osserveranno le indicazioni che valgono per tutta la cittadinanza.

Sui tempi 

E qui c’è un altro punto da stabilire: i tempi. Anche su questo la circolare farà chiarezza. Naturalmente, sulle attività di vertice, tutti si augurano che la parte “riduca Asl” resti come garanzia per i campionati. La stretta con l’aumento dei controlli potrebbe avere invece una portata più limitata. Ma alla fine sarà questa maledetta curva epidemiologica a decidere