Ieri mattina, Giovanni Manna ha preso atto che tra il Napoli e Maurizio Sarri è spuntato fastidiosamente Cristiano Giuntoli. Il ds in pectore dell'Atalanta ha chiamato l'ormai ex tecnico della Lazio (l'addio è solo una formalità) e ha presentato l'offerta dei bergamaschi che, nella sostanza, è assai simile a quella del club azzurro. Ma anche il ds azzurro ha ripreso a ritmo forsennato le trattative: come anticipato, le call si sono susseguite per tutta la giornata e, sulla carta, non ci sono nodi economici. L'intesa è per uno stipendio da 2,5 milioni di euro, più i premi. E anche per la durata, Sarri non ha problemi ad accettare l'opzione che De Laurentiis preferisce. Ovvero un biennale. Ma per Sarri il pressing improvviso dell'Atalanta (che già l'anno scorso era stata vicina al suo ingaggio) è motivo che lo fa riflettere: perché Sarri, nonostante i chiarimenti avuti con De Laurentiis ricorda i momenti di tensione vissuti in quelle tre travolgenti stagioni in azzurro. Soprattutto alla luce dell'anno ad alta tensione con Lotito.
Ma c'è il richiamo del cuore e di quel pubblico del Maradona che lo ha eletto Comandante. E poi c'è la Champions. Sia chiaro: a prescindere, è sempre di De Laurentiis l'ultima parola. Ma Giuntoli e l'Atalanta sono una vera e propria tentazione: Sarri deve decidere alla svelta. E lo farà. Napoli o Atalanta: entro poco darà una risposta. Perché De Laurentiis non vuole perdere troppo tempo per iniziare il suo nuovo ciclo. E come noto, la pazienza del patron non è infinita: dovesse capire che Sarri ha qualche dubbio o dovesse questa pausa di riflessione andare oltre l'inizio della prossima settimana (considerando che il corteggiamento è iniziato già da dopo la partita vinta dalla Lazio al Maradona) ecco che il piano B prenderebbe il sopravvento".
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