Calcio Napoli 1926
I migliori video scelti dal nostro canale

rassegna

Rincon, il retroscena dell’anno a Napoli: “Se esco di casa i tifosi mi insultano”

rincon

Rincon visse con sofferenza a Napoli in una società a pezzi per ragioni economiche. "Sto chiuso in casa, se esco i tifosi mi insultano"

Domenico D'Ausilio

L'edizione odierna de Il Mattino riporta alcuni retroscena su Freddy Rincon, ex calciatore del Napoliscomparso ieri a 55 anni in Colombia in seguito alle ferite riportate in un incidente stradale.

Rincon, il retroscena della stagione a Napoli

rincon

Dopo il Mondiale del '94 era sbarcato a Napoli. Giocava nel Palmeiras, club brasiliano di proprietà di Calisto Tanzi, che agli inizi degli anni 90 aveva creato un canale con il club dell'amico Corrado Ferlaino: acquistava giocatori per garantire al Napoli l'iscrizione al campionato e la sopravvivenza, mettendo a disposizione quelli che non servivano al Parma. Un anno in azzurro: 28 partite e 7 gol. Due allenatori: Guerini che lo faceva giocare da attaccante ("Non è il mio ruolo", protestò il trequartista colombiano con il tecnico) e Boskov, che lo schierava invece al posto giusto ma i risultati non furono brillanti. Si ricorda la doppietta alla Lazio che avvicinò la squadra azzurra alla qualificazione in Coppa Uefa, poi fallita all'ultima giornata per un punto. Rincon visse con sofferenza quei dieci mesi in una società a pezzi per ragioni economiche. Si sentiva isolato. "Sto chiuso in casa, se esco i tifosi mi insultano". Non perché avesse la pelle nera. Il Napoli viveva tra alti e bassi e c'era chi se la prendeva con quel ragazzone colombiano che avrebbe dovuto fare la differenza. Maradona era andato via nel '91, Alemao nel '92 e Careca nel '93. I napoletani ricordavano i sudamericani che li avevano fatti sognare. Accanto a Rincon un solo amico: il tassista Armando Aubry. Ne ascoltava gli sfoghi e forse asciugava le lacrime mentre lo accompagnava dall'appartamento di via Nevio a Soccavo.