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Addio Freddy Rincon, fu protagonista di tre mondiali e una stagione a Napoli

(Mandatory Credit: Mark Thompson /Allsport)

La Gazzetta dello Sport ricorda il compianto Freddy Rincon, scomparso ieri a 55 anni, ripercorrendo le tappe della sua carriera

Domenico D'Ausilio

Freddy Rincon, ex calciatore del Napoli, è scomparso ieri in Colombia all'età di 55 anni a causa delle gravi ferite riportate in un incidente stradale a Calì. L'edizione odierna della Gazzetta dello Sport lo ricorda ripercorrendo le tappe della sua carriera.

L'inizio della carriera di Freddy Rincon

 Mandatory Credit: Allsport UK /Allsport

"Aveva movenze lente e sinuose da pantera che esce dal sonno e un po’ di torpore ce l’ha ancora addosso. La muscolatura elastica conferiva al suo fisico statuario quella nota sudamericana che tutto addolcisce. Freddy Eusebio Gustavo Rincon Valencia - questo era il suo nome completo - se n’è andato a 55 anni, per le conseguenze di un incidente stradale avvenuto a Calì, la città dove abitava. In quella Colombia che attraversò gli anni 90 del calcio circondata dall’aura sinistra dei Narcos - c’era una naturale quotidianità tra molti “Cafeteros” e i narcotrafficanti dell’epoca, da Pablo Escobar in giù. A Freddy Rincon era toccata la parte di chi doveva portare la croce, e ogni tanto provare a piazzare l’acuto. Cresciuto nell’America di Calì governata dai narco-fratelli Gonzalo e Miguel Rodriguez Orejuela - club che vinceva titoli con la sola imposizione del potere - Freddy si era messo in luce come un centrocampista possente, una mezzala d’attacco che seguiva l’istinto".

L'unica stagione a Napoli

"Arrivò a Napoli nell’estate del 1994, ma il suo contributo (7 reti) venne annacquato da una squadra da metà classifica - Carbone e il “Condor” Agostini le due stelle - che quell’anno si piazzò 7ª e in Coppa Uefa venne eliminata agli ottavi dall’Eintracht. Rimase un solo anno".

Fine e dopo carriera

"Poi se ne andò al Real Madrid, altra stagione poco gratificante. Poi trovò qualche soddisfazione in Brasile, dove chiuse nel 2004, forte di un curriculum che annotava tre Mondiali. Italia ‘90, Usa ‘94 e Francia ‘98 per un totale di 84 presenze e 17 gol con la “Tricolor”. Aveva provato senza fortuna la carriera di allenatore. Nel 2017 era stato arrestato dalla polizia brasiliana per riciclaggio di denaro a Panama, per conto del narcotrafficante Montano. Finì in carcere, venne infine assolto".