Juve-Napoli, spareggio Champions: De Laurentiis può assorbire l’impatto del Covid-19

di Domenico D'Ausilio, @dom_dausilio
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L’importanza finanziaria dello “spareggio” Juve-Napoli per un posto in Champions è enorme, poiché il Covid-19 ha azzerato fonti di fatturato come la biglietteria e limitato gli utili da player trading. Mancare l’obiettivo avrebbe conseguenze devastanti per i bianconeri, meno gravi per i partenopei, per diverse ragioni. Lo riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport.

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Juve-Napoli, spareggio Champions

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(Getty Images)

Il Napoli ha un modello di business più equilibrato della Juventus. Può assorbire la rinuncia alla Champions che darebbe, tuttavia, molta benzina al motore del club. Ha una struttura di costi fissi più leggera, anche se l’incidenza sul fatturato resta alta. A cominciare dal costo della rosa. 140 milioni gli stipendi, 85 gli ammortamenti, ma il Napoli adotta un meccanismo di ammortamento decrescente molto prudenziale che ha consentito in passato di recuperare rapidamente gli investimenti grazie a plusvalenze importanti. Soprattutto, il club azzurro ha molta cassa (123 milioni al 30 giugno scorso) e zero debiti finanziari. Può dunque assorbire meglio l’impatto della pandemia. Non ha mai contato su contributi robusti del botteghino, ma le plusvalenze hanno sempre contribuito in misura decisiva ai risultati economici del club. Prima Higuain ma poi anche Jorginho, Zapata e molti altri. La crisi del calciomercato avrà impatti significativi che è difficile oggi prevedere, la qualificazione in Champions sarebbe perciò importante, ma il club pare attrezzato per parare il colpo dell’eventuale insuccesso.

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