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Oggi si terranno in FIGC le elezioni per il nuovo presidente della federazione italiana di calcio, con Malagò pronto a prendere il comando. Da il Mattino:
"E arrivò un altro giorno del giudizio. All'ora di pranzo di questo afoso lunedì romano, al Cavalieri Waldorf Astoria - hotel di lusso da cui si intravede il Cupolone, ma anche l'Olimpico e il Coni, ironia del destino - l'assemblea elettiva della Figc sceglierà la nuova guida del calcio italiano. Le semplici intenzioni di voto (già ben oltre la maggioranza assoluta, ovvero il 51% utile per il successo) non sembrano lasciare scampo allo sfidante Giancarlo Abete, a partire dal primo scrutinio: il dopo-Gravina sarà Giovanni Malagò (...) L'ex numero uno del Coni ha già incassato l'appoggio di Serie A (18%), Serie B (6%), Aic (20%) e Aiac (10%). Anche gran parte della Lega Pro (12%) è orientata a salire sul suo carro. L'obiettivo ora è sfondare la soglia del 70%, anche per dare un segnale forte in consiglio (...)
L'ex numero uno del Coni vuole sviluppare il talento italiano (proponendo incentivi sul minutaggio tra Primavera, Lega Pro, Serie B e massima serie, ma senza passare per quote obbligatorie), snellire l'iter burocratico per gli stadi, reintrodurre il Decreto crescita e il betting con un alleggerimento del carico fiscale e non solo. Sono le priorità per cui sarà fondamentale dialogare con le istituzioni e trovare un accordo. Ma gli ultimi giorni pre-elettorali hanno dimostrato quanto sarà tortuoso il percorso. Vedi il provvedimento del Consiglio dei Ministri, che ha spostato l'1% della mutualità dei diritti tv dalla Figc (in particolare dal Settore giovanile e scolastico, nonostante si parli solo di investimenti sui vivai) alla Serie A femminile, e ha fatto infuriare i Dilettanti e la Lega Pro. È arcinoto che i rapporti fra Malagò e Abodi non siano mai tornati quelli d'un tempo".
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