L'ex numero uno del Coni vuole sviluppare il talento italiano (proponendo incentivi sul minutaggio tra Primavera, Lega Pro, Serie B e massima serie, ma senza passare per quote obbligatorie), snellire l'iter burocratico per gli stadi, reintrodurre il Decreto crescita e il betting con un alleggerimento del carico fiscale e non solo. Sono le priorità per cui sarà fondamentale dialogare con le istituzioni e trovare un accordo. Ma gli ultimi giorni pre-elettorali hanno dimostrato quanto sarà tortuoso il percorso. Vedi il provvedimento del Consiglio dei Ministri, che ha spostato l'1% della mutualità dei diritti tv dalla Figc (in particolare dal Settore giovanile e scolastico, nonostante si parli solo di investimenti sui vivai) alla Serie A femminile, e ha fatto infuriare i Dilettanti e la Lega Pro. È arcinoto che i rapporti fra Malagò e Abodi non siano mai tornati quelli d'un tempo".
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