Allegri ridisegna De Bruyne
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Ma De Bruyne e McTominay possono coesistere? Se lo sono chiesti Conte e poi Allegri, aiutati dalla malasorte a non dover trovare una quadra, perché spesso o l'uno o l'altro sono andati KO per infortunio, fino a quando c'è stata la svolta col Bodo. Il Mattino analizza la scelta di Allegri:
"E allora ecco Kevin De Bruyne ritrovarsi un po' diverso, a 35 anni e con oltre 80 partite di Champions alle spalle. Non c'era mai stato lì in carriera: un po' più a destra, un po' più a sinistra certo, ma in quel modo e in quel posto proprio mai. Ce lo ha messo Allegri in una serata di fine ottobre che rischiava di essere pure una serata di fine Napoli".
E, in questo ruolo inedito, ha segnato anche un record: "Pur non avendo mai fatto il regista. De Bruyne ha servito i compagni per sei volte creando occasioni da gol. Nessuno in questa Champions ci era riuscito nella singola partita".
Allegri meditava da tempo di modificare la posizione in campo ed il ruolo di De Bruyne e lo aveva fatto in forza dello studio meticoloso di alcuni dati prestazionali del calciatore, primo in tutte le statistiche che dovrebbe avere un regista nel calcio moderno: imbucate, passaggi chiave per gli altri, xA (gli assist potenziali dalle sue giocate), il numero di difensori superati con una giocata. Insomma, tutto lasciava presagire che il nuovo ruolo lo avrebbe valorizzato, e così è stato.
Adesso occorre capire se De Bruyne, abituato ad offendere, accetterà questo cambiamento, che potrebbe allungargli la carriera, come accaduto a tanti prima di lui e che, ultimo ma non ultimo, potrebbe agevolare la coesistenza in campo con McTominay.
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