Serie A – Classifica, diritti TV e taglio stipendi: i possibili scenari in caso di definitiva interruzione

Serie A – Classifica, diritti TV e taglio stipendi: i possibili scenari in caso di definitiva interruzione

L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport illustra i possibili scenari in Serie A in caso di definitiva interruzione del campionato

di Domenico D'Ausilio, @dom_dausilio
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Serie A

L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport illustra i possibili scenari in Serie A in caso di definitiva interruzione del campionato a causa dell’emergenza coronavirus.

Serie A, classifiche e retrocessioni

Il 2 agosto è il termine stabilito dall’UEFA per la conclusione dei campionati che verrebbero in ogni caso compressi al massimo. Così il piano B resta allo studio. La UEFA ha suggerito di concludere i campionati anche rivedendo le formule dei tornei, da comunicare entro il 25 maggio. L’idea dei play-off e play-out resta la soluzione alternativa più attuale. Ma se le condizioni generali rendessero impossibile la ripartenza vanno definiti altri percorsi. Congelare la classifica sarebbe l’opzione più probabile, con due diversi effetti. In entrambi i casi lo scudetto non verrebbe assegnato e l’Europa sarebbe garantita alle prime sei: cambierebbero le retrocessioni. Nel primo caso verrebbero congelate e la Serie A 2021-22 si aprirebbe a 22 squadre, cioè alle due che salirebbero dalla B (che annullerebbe i play-off). Altra ipotesi è la retrocessione delle ultime due e altrettante due promozioni dalla B.

Diritti TV

Sky, DAZN e IMG devono ai club l’ultima rata dei pagamenti, prevista da contratto per il primo maggio. E oggi le società hanno invitato le televisioni al rispetto dei contratti in essere. Ma è chiaro che le condizioni cambierebbero in caso di definitivo stop alle competizioni: in questo caso sarebbero le società a non consegnare il prodotto stabilito dagli accordi sottoscritti. E allora sì, stavolta, si aprirebbe una trattativa per rinegoziare termini e cifre. Sky in caso di stop definitivo chiederebbe uno sconto alle società di 255 milioni. Taglio che i club dovrebbero nel caso riconoscere anche agli altri licenziatari per un mancato incasso complessivo di 440 milioni.

Taglio stipendi

Senza incassi per le società sarebbe impossibile pagare gli ingaggi dei calciatori e il taglio verrebbe quantificato in base alle perdite complessive. Molti club stanno già valutando con i propri tesserati al fine di raggiungere un accordo condiviso. Lo scenario più probabile, se il governo non autorizzerà la ripresa, resta quello di un taglio sostanzioso. E i calciatori dovranno finire per assecondare le richieste.

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