CONI, Malagò sul coronavirus: “L’agenda dello sport la detta il governo, al momento non ci sono certezze. Rinvio Tokyo 2020 necessario”

CONI, Malagò sul coronavirus: “L’agenda dello sport la detta il governo, al momento non ci sono certezze. Rinvio Tokyo 2020 necessario”

Giovanni Malagò ha rilasciato un’intervista ai microfoni del Corriere della Sera, soffermandosi sull’emergenza coronavirus

di Domenico D'Ausilio, @dom_dausilio
CONI Malagò
Giovanni Malagò (Photo by Claudio Villa/Getty Images for Lega Serie A)

Giovanni Malagò, presidente del CONI, ha rilasciato un’intervista ai microfoni del Corriere della Sera, soffermandosi sull’emergenza coronavirus che ha colpito anche lo sport.

Malagò sull’emergenza coronavirus nello sport

“Ho tre chat, una con i futuri organizzatori dei Giochi (Parigi e Los Angeles), l’altra con i presidenti dei comitati olimpici, la terza con i membri del CIO. Rinviare l’Olimpiade è stata la decisione più giusta. Serviva dare un messaggio chiaro e univoco, tenendo conto di diverse situazioni. La posizione del governo giapponese, che controlla gli enti locali e il comitato organizzatore e gli aspetti contrattuali con le televisioni americane. Eppoi, bisognava fare i conti con il convitato di pietra, cioè il virus”.

Che ruolo ha avuto l’organizzazione mondiale della sanità? “In un certo senso ha rappresentato il virus, che nessuno conosce. L’OMS ha rivestito un ruolo fondamentale: prima ci ha spiegato che i Giochi andavano rinviati e poi quali potevano essere i rischi di spostarli a ottobre”.

Così alla fine si è optato per il 2021. “Con una formula geniale, aperta: dal primo gennaio all’estate. Questo significa che se nel prossimo autunno la situazione si normalizzerà, e l’OMS desse il via libera, l’Olimpiade si potrebbe fare a fine maggio o a inizio giugno, in condizioni climatiche favorevoli e senza dover stravolgere altri grandi avvenimenti già in calendario”.

Quindi non dobbiamo aspettarci una data in tempi brevi? “No perché non possiamo ragionare solo pensando all’Italia, ma capire quale piega prenderà la pandemia”.

E lo sport italiano, invece, come ha accompagnato questo momento? “Nella stragrande maggioranza si è comportato in maniera perfetta. Le eccezioni ci sono state e non poteva essere altrimenti, ma confermano la regola”.

Il calcio ha cantato fuori dal coro mostrandosi litigioso come sempre. “Ho contatti frequenti con il presidente Gravina che mi tiene aggiornato su tutto e per questo lo ringrazio. È chiaro che stiamo parlando di un mondo a parte e mi riferisco alla serie A che deve affrontare situazioni economiche diverse da tutte le altre realtà. Credo che giocherà la sua partita e io non posso fare altro che rispettarla”.

C’è qualche presidente che vorrebbe chiudere qui la stagione. “L’organizzazione dei campionati per statuto spetta alla FIGC che poi si affida alla Lega. Il calcio, come l’Olimpiade, deve fare i conti con il virus. L’agenda la detta il governo. E al momento non ci sono certezze”.

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