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Giuntoli tenta l'ennesimo sgambetto al Napoli...e si incazza pure!
Emergono altri sviluppi relativamente alla vicenda della bancarotta fraudolenta, reato per cui sono entrati nel registro degli indagati Aurelio e Luigi De Laurentiis, presidenti rispettivamente di Napoli e Bari. Stando a quanto riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, sarebbero stati perquisiti anche Cristiano Giuntoli e Mauro Meluso, ex direttori sportivi del Napoli, insieme a Ciro Polito, ex responsabile del mercato del Bari.
"I conti del Bari calcio potrebbero essere stati messi in crisi attraverso plusvalenze create artatamente sulle cessioni dei calciatori a favore del Napoli. E' questa l'ipotesi alla base dell'indagine della Procura di Bari per bancarotta fraudolenta della società di calcio, che stamattina ha portato la Finanza - su ordine del procuratore Roberto Rossi - a perquisire la sede biancorossa, quella della correlata SSC Napoli e della controllante Filmauro a Roma. Perquisiti anche tre ex direttori sportivi (Ciro Polito, Cristiano Giuntoli e Mauro Meluso) e un procuratore (Graziano Battistini). Sono indagati, tra gli altri, Aurelio e Luigi De Laurentis per le ipotesi di falso in bilancio e bancarotta fraudolenta patrimoniale impropria. [...] L'operazione nel mirino riguarda la cessione di Elia Caprile, per il quale il Bari aveva riconosciuto al Leeds un premio proporzionale all'eventuale incremento di valore al momento della successiva rivendita. A luglio 2023 - quando secondo la Procura il Bari versava già in una situazione di bilancio molto precaria - Caprile fu ceduto al Napoli per 2,2 milioni, trasferendo integralmente alla società campana il diritto a beneficiare della successiva rivalutazione economica del cartellino. Caprile giocò a Napoli solo quattro gare in due stagioni e poi fu ceduto in prestito all'Empoli per poi essere venduto al Cagliari per circa 8 milioni, consentendo allo stesso Napoli una plusvalenza di 7 milioni che, secondo l'accusa, sarebbe potuta maturare in capo al Bari che invece avrebbe visto l'ulteriore aggravio dei suoi conti: i biancorossi - dice la Procura - non sarebbero dunque stati remunerati in maniera corretta rispetto al valore effettivo dell'asset".
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